Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/40

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Fabrizio. Il signor don Roberto ama troppo questa giovane, ed ella, non so che dire.... Tutto il mondo ne mormora, e ne sospetta....

Eleonora. Oh ecco ch’ io diceva la verità. Oh mio marito si vo- leva difendere, e quell’indegna.... ma eccola. Si è pentita forse di andarsene ? Partirà suo malgrado.

SCENA XVII.

Zelinda e delti.

Zelinda. Signora....

Eleonora. Che ardir avete voi di ricomparirmi dinanzi gli occhi ? Perchè non ve ne andate, come vi ho ordinato, come mi avete promesso ? (con collera)

Zelinda. Signora, voi mi avete data la permissione di unire le mie poche robe. L’ ho fatto, sono pronta a partire, e vengo unicamente per far con voi il mio dovere, (con una riverenza)

Eleonora. Bene, andate, e prego il cielo vi dia migliore condotta, e migliore fortuna.

Zelinda. Circa alla fortuna, sono avvezza ad averla contraria ; ma circa alla condotta, grazie al cielo, non ho niente a rim- proverarmi.

Flaminio. (E pur la vedo partire mal volentieri). (piano a Fabrizio)

Fabrizio. (Andremo a consolarla dove sarà). (piano a Flaminio)

Zelinda. Se non fosse troppo ardire il mio, vi supplicherei d’una grazia. (a Eleonora)

Eleonora. Se io potrò farvi del bene, lo farò volentieri.

Zelinda. Vorrei... Ma se non voleste incaricarvene voi, pregherò il signor don Flaminio, o Fabrizio.

Flaminio. Dite, che posso fare per voi ?

Fabrizio. Eseguirò i vostri ordini assai volentieri.

Zelinda. Vorrei che r uno o r altro facesse le parti mie dove- rose col signor don Roberto....