Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/77

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SCENA II.

Arriva un burchietto, da cui sbarca don Federico in abito da viaggio con rodengotto e bastone. Un marinaro mette in terra il baule, chiama un fac- chino, e viene lo stesso facchino che aveva portato il baule di Zelinda. Zelinda, Lindoro, don Federico, Marinaro, poi Facchino.

Marinaro. Facchino. Ehi, vi è nessuno che porti?

Facchino. Eccomi, eccomi, che cosa ci è da portare?

Federico. Questo baule.

Facchino. Dove si ha da portare?

Federico. In strada Nova, dirimpetto all’università, vicino ad uno speciale da medicine.

Zelinda. Sentite? Pare che questo forastiere vada precisamente alla casa di don Roberto. (piano a Lindoro)

Lindoro. Potrebb’ essere don Federico, tanto aspettato da donna

Eleonora. (piano a Zelinda)

Facchino. (Vuol prendere il baule, poi si ferma) Signore, vi sa- rebbe pericolo che con questo baule mi succedesse qualche altro imbroglio?

Federico. Perchè? qual imbroglio può succedere? Vengo di viaggio, quella è la roba mia.

Facchino. Scusatemi, ma questa mattina per un baule preso, e portato e riportato nel medesimo luogo, ho avuto un imbarazzo del diavolo.

Federico. E in casa di chi l’avete portato?

Facchino. Di certo signor don Roberto....

Federico. Sì, è mio vicino. Lo conoscete?

Facchino. Lo conosco certo.

Federico. E che fa la signora donna Eleonora ?

Facchino. Oh questa poi non la conosco per niente.

Federico. Sua moglie; non la conoscete?