Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/85

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Zelinda. Eh dite che avete soddisfatto la vostra collera.

Fabrizio. No, vi giuro onoratamente, non ho alcuna collera contro di voi, non ho alcuna idea che vi offenda. Vi compiango, vi compatisco, e se vi ho fatto innocentemente del male, spero di essere in caso di potervi far del bene.

Lindoro. Non è sì facile che io vi presti fede.

Zelinda. E sarebbe per me una nuova disgrazia, se dovessi di- pendere da’ vostri soccorsi. Fabrizio, lo non voglio nè che mi crediate, ne che dipendiate da me. Ho parlato per voi con una persona di qualità, gli ho raccontato il caso vostro, e l’ ho persuasa della vostra onestà. Questa persona non è sì sofìstica come molti altri. Spero vi riceverà tutti due al suo servigio senz’ alcuna difficoltà.

Zelinda. No, no, vi ringrazio, non ne son persuasa.

Lindoro. Ma vediamo chi è la persona....

Zelinda. Ora siamo scoperti, e non è da sperare che nessuno ci voglia uniti.

Lindoro. Perchè? Se si persuadono del nostro contegno....

Zelinda. No, vi dico, non faremo niente.

Lindoro. Ma voi vi volete abbandonare alla disperazione. (con un poco di caldo)

Zelinda. Via, non v’ inquietate. Provate se sia possibile, ed io son pronta a seguirvi. (dolcemente)

Fabrizio. (Eh, a poco a poco si ridurranno). (da sè)

Lindoro. Chi è questa persona ? Si può sapere ? (a Fabrizio)

Fabrizio. Ve la farò conoscer domani. Ma intanto dove vi rico- vrerete voi questa notte? (verso Zelinda)

Zelinda. Qualche ricovero non ci mancherà.

Lindoro. Per altro l’ ora si avanza, e converrebbe pensarci.

Fabrizio. Ho parlato ancora per questo. Vi è una mia parente, donna di tempo, conosciuta, onorata, che a mio riguardo vi riceve.

Lindoro. Come ! Pretendereste che io conducessi Zelinda in una casa che vi appartiene per aver la libertà di vederla?....

Zelinda. Vedete, se ci possiamo fidare di lui? (a Lindoro)