Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1922, XXI.djvu/98

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92 ATTO TERZO

(a Lindoro) Voi me lo confiderete, ed io m’impegno di scrivergli, e di persuaderlo. Restate meco frattanto, riprendete l’uno e l’altro il posto in casa, nell’amor mio, e nel mio cuore. Amatevi sempre, e poichè pare che il cielo vi voglia uniti, sposatevi, ch’io v’acconsento.

Zelinda. Caro Lindoro! (s'abbracciano.)
Lindoro. Oh amor mio!

Roberto. E voi rispettate il decreto del cielo, e l’opera della mia mano. (a donna Eleonora e a don Flaminio)

Eleonora. Ne sono anch’io penetrata, ve l’assicuro.

Flaminio. Contribuirò anch’io, quanto posso, alla loro felicità.

Zelinda. Benedetto il cielo che ci ha assistiti, benedetto il padrone che ci ha protetti. Signori miei, voi che siete sì teneri e sì gentili, consolatevi del lieto fine degli amori di Zelinda e Lindoro, ed onorateli, se ne sono degni della vostra umanissima approvazione.

Fine della Commedia.