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188 memorie inutili

artifizioso, di adulatore e di seminatore di sospetti, o di malizioso commiseratore di me medesimo.

Quella ereditá lasciata alla madre ed indi, comunemente e indistintamente, a’ quattro di lei figli, anche con una marca di fideicommisso unita al patrimonio universale della nostra famiglia (confesso il vero), era uno de’ molti punti da me attesi per cercare la riunione di tutte le nostre famiglie divise, in una; ma la detta ereditá ebbe quel destino che si vedrá, che sempre predissi a’ miei due fratelli Francesco ed Almorò, corbellando le loro non strane lusinghe.

Se non avessi incontrati tutti i disturbi, tutte le fatiche, tutte le pene, le angustie, le infermitá che ho narrate, per l’ingrandimento e per la preservazione del patrimonio a comune vantaggio; se, in confronto a’ pensieri da me avuti sempre per i parenti miei e per il possibile decoro della famiglia, non fossero stati minutissimi i pensieri ch’ebbi per me medesimo; se avessi presa moglie e avessi de’ figliuoli; potrei dubitare che si potesse credere in me qualche sentimento d’invidia e di rammarico per l’ereditá Tiepolo, caduta per un ruscello le di cui acque non servirono che a sciacquare la bocca a molti, lasciando in quelle bocche medesime la stessa sete di prima, e ne’ cuori di chi raccolse quelle acque delle indicibili amarezze.

Le nostre divisioni, che avevano spezzato in quattro parti il patrimonio nostro, davano il possesso a tutti quattro noi fratelli del proprio partimento. Non v’è divisione di patrimonio senza divisione di idee.

Seicento ducati e piú all’anno d’aggravi, quasi tutti perpetui e insolidati (piaghe de’ patrimoni da un lungo tempo male amministrati e ch’ebbero il peso di molte femmine), che restavano da pagarsi, furono a me appoggiati, avendo io il grand’onore da’ creditori di voler essi riconoscere me soltanto per le loro riscossioni.

Quelle due sorelle Laura e Girolama, che m’erano state tanto avverse ne’ principi delle dissensioni famigliari, uscite dalle sorgenti di quelle e maritate, spiegarono l’amore che avevano sempre avuto per me, e vollero il loro fratello Carlo risponsabile del loro vitalizio.