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44 memorie inutili

aveva della sua attività, inoltrarsi a regolare le cose domestiche disordinate; ma i suoi progetti e gli ordini suoi non poterono uscire da’ ratti romanzeschi e pindarici.

Innamoratasi d’un dominio ideale e divenuta sovrana d’un regno tisico, col desiderio di far tutti felici, con verace disinteresse, altro non fece che tessere delle maggiori infelicità a tutti gli altri, non meno che a se medesima.

Il di lei marito, perpetuamente curvo e perduto sui libri, averebbe certo perduta ogni quiete, se avesse voluto opporsele. Convien conoscere nel fondo loro i caratteri, i temperamenti e le circostanze, per essere giusti nel condannare e nell’assolvere.

Non è cosa da buoni filosofi l’asserire che degli influssi maligni di qualche stella cagionino i disturbi delle famiglie.

La nostra famiglia era composta d’un padre, d’una madre, di quattro fratelli e di cinque sorelle, tutti di buon cuore, tutti onorati e tutti amici; e con tutto ciò ella fu lo specchio della infelicità in ogni tempo e in tutti gli individui che la formarono.

Chi cercasse le cause naturali di questa afflittiva verità, le troverebbe; ma per lo piú torna il conto ad accomunarsi col volgo e a dire che una stella maligna ha sempre perseguitata la famiglia nostra, per non fare de’ cattivi uffizi e per non rendersi odiosi coir investigare.

Alle confusioni e alle amarezze nelle quali gemevamo in quel tempo, s’aggiunsero de’ parti de’ nuovi coniugati, di maggior peso all’economia; ma la sciagura piú acerba e di cui sento ancora nel cuore la ferita, fu un fiero colpo d’apoplesia, che percosse l’amato mio padre.

Egli visse dappoi infermo sett’anni circa dal punto d’un cosí crudele avvenimento, muto e paralitico, ma colla mente lucidissima; facoltà che rendeva all’animo suo oltremodo sensibile e piú amaro il peso della sua miserabile circostanza.

Il pianto di cinque sorelle, la nascita de’ novelli nipoti, la casa popolata di femminette, di sensali, di ebrei ministri del regno tisico, il vortice delle irregolarità domestiche, il favellare contro alle quali era delitto d’ammutinamento, fecero risolvere il mio fratello Francesco secondogenito d’allontanarsi.