Pagina:Grammatica filosofica della lingua italiana.djvu/110

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83 ro abili alP altrui amore e stima. La desinenza in ante o in ente è attiva , e troppo per se chiaro è l' ufficio che fd r aggettivo terminante in quella. Sonante è toilo da sonare; mordente da mordere ; e questi due qualificanti equivalgono a corpo che suona, fiera che morde. La ter- mioasiooe in eH>le^ generalmente tratta dal nome, espri* me inclinazione, attitudine, tendenza, verso quella cosa , che il nome onde si compone l'aggiunto disegna; però l^aggettivQ amorevole del terzo esempio attribuisce a Mes* ser Negro inclinazione e tendenza ad amore; e il qualifir caute lusingheiH)Ie dei quarto dinota attitudine a lusinga nelle parole del cacciatore, il quale la testa del cinghiale alla donna presenta. Così pieghevole significa tendenza a persuasione, a condiscendenza; agevole^ attitudine a faci- lità, malagesH>le a difficoltà. La terminazione in o^ non esprime qualità che muova o tenda , ma ferma e stante nella persona o nella cosa a cui si attribuisce, come parte componente di quella; per suo adornamento o per scon- cio, per bene o per male; quindi gli aggettivi amoroso e angoscioso rappresentano amore e angoscia in quello sguardo, in que* sospiri. Così velenoso aggiunto a serpe dimostra in quello caper veleno ; cespugliosa posto a sel- va la rappresenta intricata e forte di cespugli; e nel verso del Petrarca : Da lei nen f animosa leggiadria , V ag- giunto animosa esprime leggiadria in cui anima spira. I» O Simon mago, o miseri segujcì^ Che te cose di Dio che di bontate Deono essere spose^ e. voi rapaci ecc. D. 2. Ma la cosa incredìbile mi fece indurlo ad ovra che a me stesso pesa* ì). 3. Gittaimi stanco sopra t erba un giorno^ is^i accusando il jfuggìtifo raggio. P. 4* Luogo