Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/169

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162 QUADERNO 2 (XXIV) le perdite inglesi furono del 41% e le francesi del 46% («ciò nonostante la più tarda entrata in guerra, e la ritarda¬ ta dichiarazione di guerra alla Germania»; A. G.: come spiegare questa percentuale così alta?) Inoltre altri 9 piro¬ scafi per 57 440 tonn. affondarono per disgraziati accidenti dovuti allo speciale regime imposto alla navigazione (inca¬ gli per sfuggire ad attacchi di sommergibili, collisioni nella navigazione in convoglio ecc.) («quanto fu la percentuale di questi casi nelle altre marine», A. G.; la risposta interessa per giudicare nostra organizzazione e capacità dei coman¬ di; inoltre interessante sapere Petà di questi piroscafi, per vedere come era esposta la vita dei nostri marinai). Il danno finanziario (navi e carico) fu di L. 2 202 733 047, cosi ripar¬ tito: naviglio da pesca L. 4 391 706; velieri L. 59 792 591; piroscafi di bandiera nazionale L. 1 595 467 786; piroscafi di bandiera estera noleggiati dall’Italia (216 piroscafi affon¬ dati, 2 danneggiati: L. 543 080 964). (Evidentemente que¬ sti piroscafi esteri non sono calcolati nel tonnellaggio pre¬ cedente e anche in questo caso sarebbe interessante sapere se essi furono affondati essendo guidati da personale italia¬ no: inoltre se le altre nazioni subirono perdite dello stesso genere). Il totale dei carichi perduri fu di 1 271 252 tonn. I rifor¬ nimenti italiani durante la guerra furono: 49 mil. di tonn. da Gibilterra e 2 milioni dal Mediterraneo e da Suez. Le perdi¬ te subite durante la guerra furono riparate subito. Il navi¬ glio mondiale {perduto ) durante la guerra fu di 12 804 902 tonn. (piroscafi e velieri), cioè il 27% del tonnellaggio com¬ plessivo. Nel 1913 la marina mondiale era di 43 079 000 tonn.; nel 1919 era di 48 milioni, nel 21 di 58 841 000, nel 26 di 62 671 000.1 cantieri, dal 13 al 19, dopo aver colma¬ to le perdite, accrebbero di 4 milioni il tonnellaggio. Le na¬ vi impostate furono continuate dopo l’armistizio: così si spiega che, nel 19, le navi varate raggiunsero i 7 milioni di tonnellate («ciò spiega la crisi dei noli del dopoguerra, in cui coincise un naviglio anormale con una caduta del com¬ mercio»). Italia. Il 31 dicembre 1914 il nostro naviglio (piro¬ scafi superiori a 250 tonn. lorde) era di 644 piroscafi per