Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/171

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164 QUADERNO 2 (XXIV) può oltrepassare per ora i 24 nodi). Altra è la questione per la marina di guerra, i cui scopi sono bellici, non di carattere economico. Le macchine marine capaci di imprimere gran¬ di velocità sono insaziabili divoratrici di combustibile. La velocità segue la legge dei rendimenti decrescenti, all’oppo¬ sto di quella che regola la portata delle navi. Venti anni fa: velocità di 11 nodi, costo orario 295 lire, 13 nodi 370 lire, 21 nodi 1800 lire. Al criterio dei viaggi brevi, si sostituì quello dei viaggi comodi («oggi la radio, e specialmente l’aeroplano per chi ha veramente fretta, compensano la re¬ lativa scarsa velocità delle navi di lusso ; con la radio si può sempre mantenersi in comunicazione e non interrompere gli affari; con l’aeroplano si ottengono due effetti: i°, percor¬ rere in poche ore spazi relativamente brevi — Parigi-Lon- dra, ecc. - con sicurezza; 20, i transatlantici trasportano an¬ che aeroplani e giunti a una distanza dal capolinea che dà si¬ curezza di traversata, permettono ai più frettolosi di abbre¬ viare il viaggio»; A. G.). Alla velocità di 23 nodi si è giunti sia trasformando le macchine motrici, sia adottando nuovo combustibile. La turbina sostituì le macchine alternative: il motore Diesel tende a sostituire la turbina. Il combustibile liquido sostituisce il carbone. Notevole risparmio che per¬ mise una nuova velocità economica ( 23 nodi). Nuove e vecchie costruzioni. Una nave nuova, che rap¬ presenti un forte progresso, svaluta subito, automaticamen¬ te, tutte le precedenti. Il vecchio naviglio deve essere radia¬ to, trasformato se possibile, o adibito ad altri trasporti. Le vecchie navi rendono poco o nulla (anche se in parte am¬ mortizzate), se non sono addirittura passive. Perciò, dati i continui progressi tecnici, gli attuali transatlantici devono ammortizzare il capitale in poco meno d’un decennio. («Ed ecco perché nel valutare l’efficienza reale delle varie flotte nazionali, oltre al numero delle unità e alla somma comples¬ siva delle tonnellate, bisogna badare all’età del naviglio; ciò spiega anche come il rendimento | di flotte inferiori per ton¬ nellaggio sia superiore a quello di flotte che statisticamente sono più elevate: oltre al fatto dei maggiori rischi - assicu¬ razioni - e pericoli per le vite umane rappresentati dalle vec¬ chie navi»).