Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/183

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176 QUADERNO 2 (XXIV) Menelik (11 dicembre 1913) le lotte si scatenarono: Zeodi- tü, altra figlia di Menelik, e ras Taf ari, figlio di ras Makon- nen, si coalizzarono e riuscirono ad avere un imponente nu¬ mero di partigiani. Tafari aveva con sé i giovani. Ras Mi- kael, tutore di Ligg Jasu minorenne, fu incapace di imporsi alle fazioni e di assicurare l’ordine pubblico come risultò in occasione dell’assalto del 17 maggio 1916 alla Legazione d’Italia. La guerra europea salvò l’Abissinia da un interven¬ to straniero e dette la possibilità all’Abissinia di superare la crisi da sé. Zeoditu e Tafari si unirono per detronizzare Ligg Jasu e dividersi il potere, Zeoditu come imperatrice nomi¬ nale, l’altro quale erede al trono e reggente (27 settem¬ bre 1916). Tafari, appoggiato dai capi militari, ha saputo con energia e scaltrezza ridurre all’obbedienza il paese. Ma il condominio con Zeoditu offrì spesso il destro a intrighi di palazzo non sempre innocui. (Alla fine del 26 o principio del 27) sparirono quasi contemporaneamente il ministro della guerra, fitaurari Hapte Gheorghes e il capo della Chie¬ sa, abuna Mattheos. La morte dell’abuna ha scatenato la quistione della chie¬ sa nazionale. La chiesa etiopica riconosceva la suprema au¬ torità del patriarca copto di Alessandria che nominava al¬ l'alto ufficio di abuna un egiziano (Mattheos era egiziano). Il nazionalismo etiopico vuole un abuna abissino. L’abuna ha in Abissinia una grandissima importanza (più che Farci- vescovo-primate delle Gallie in Francia) e il fatto che sia straniero presenta dei pericoli, nonostante che la sua autori¬ tà sia corretta e in un certo senso controllata dall'echeghek indigeno dal quale dipendono direttamente i numerosi or¬ dini monastici. | La parte presa da Mattheos nel colpo di Stato del 27 settembre 1912 a favore di Tafari ha mostra¬ to ciò che potrebbe avvenire. (Quando l’articolo (veniva) pubblicato il patriarca d’Alessandria resisteva ancora alla pretesa abissina: vedere il seguito della quistione). (L’Abis¬ sinia ha una capitale religiosa: Aksum). Tafari ha cercato di imprimere un ritmo nuovo alla politica estera abissina. Me¬ nelik aveva cercato di limitare la schiavitù e di introdurre l’istruzione obbligatoria, avviando lo Stato verso forme mo¬ derne, ma si teneva in un’attitudine di dissidente isolamen-