Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/208

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1929-1933: MISCELLANEA I 201 l’Inghilterra porta il peso politico della sua potenza indu¬ striale e finanziaria, della sua flotta, delle sue colonie o do¬ mini della Corona o stabilimenti d’altro nome — India, Gi¬ bilterra, Suez, Malta, Singapore, Hong Kong, ecc. -, della sua esperienza politica, ecc. Elementi di disgregazione dopo la guerra sono stati: la potenza degli Stati Uniti, anglosasso¬ ni anch'essi e che esercitano un influsso su certi dominions, e i movimenti nazionali e nazionalistici che sono in parte una reazione al movimento operaio - nei paesi a capitalismo sviluppato - e in parte un movimento contro il capitalismo stimolato dal movimento operaio: India, negri, cinesi, ecc. Gli inglesi trovano una soluzione al problema nazionale per i dominions a capitalismo sviluppato, e questo aspetto (è) molto interessante: ricordare che Iliic sosteneva appunto che non è impossibile che le quistioni nazionali abbiano una soluzione pacifica anche in regime borghese: esempio clas¬ sico la separazione pacifica della Norvegia dalla Svezia \ Ma gli inglesi sono specialmente colpiti dai | movimenti nazio¬ nali nei paesi coloniali e semicoloniali: India, negri del¬ l’Africa, ecc.). La difficoltà maggiore dell'equilibrio tra autonomia e uni¬ tà si presenta naturalmente nella politica estera. Giacché i Dominions non riconoscono più il Governo di Londra co¬ me rappresentante della loro volontà nel campo della poli¬ tica internazionale, si discusse di creare una nuova entità giuridico-politica destinata ad indicare ed attuare l'unità dell’Impero: si parlò di costituire un organo di politica estera imperiale. Ma esiste una reale unità «internaziona¬ le»? I Dominions attraverso l’Impero partecipano alla po¬ litica mondiale, sono potenze mondiali; ma la politica este¬ ra dell'Inghilterra, europea e mondiale, è talmente compli¬ cata che i Dominions sono riluttanti ad essere trascinati in quistioni che non li interessano direttamente; d’altronde at¬ traverso la politica estera l’Inghilterra potrebbe togliere o limitare ai Dominions qualcuno di quei diritti di indipen¬ denza che hanno conquistato. Per l’Inghilterra stessa questo organo di politica imperiale potrebbe essere ragione di diffi¬ coltà, specialmente appunto nella politica estera, in cui si esig^ prontezza e unità di volere, difficili da realizzare in un