Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/338

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1930: (miscellanea) 331 formatosi attraverso l’esperienza quotidiana illuminata dal « senso comune » cioè dalla concezione tradizionale popola¬ re del mondo, quello che molto pedestremente si chiama «istinto» e non è anch’esso che un’acquisizione storica pri¬ mitiva ed elementare). Non può essere in opposizione: tra di essi c’è differenza «quantitativa», di grado, non di qua¬ lità: deve essere possibile una «riduzione», per cosi dire, reciproca, un passaggio dagli uni all’altra e viceversa. (Ri¬ cordare che E. Kant ci teneva | a che le sue teorie filosofiche 29 bis fossero d’accordo col senso comune; la stessa posizione si verifica nel Croce: ricordare l’affermazione di Marx nella Sacra famiglia che le formule della politica francese della Ri¬ voluzione si riducono ai principii della filosofia classica te¬ desca)2. Trascurare e peggio disprezzare i movimenti così detti «spontanei», cioè rinunziare a dar loro una direzione consa¬ pevole, ad elevarli ad un piano superiore inserendoli nella politica, può avere spesso conseguenze molto serie e gravi. Avviene quasi sempre che a un movimento «spontaneo» delle classi subalterne si accompagna un movimento reazio¬ nario della destra della classe dominante, per motivi conco¬ mitanti: una crisi economica, per esempio, determina mal¬ contento nelle classi subalterne e movimenti spontanei di massa da una parte, e dall’altra determina complotti dei gruppi reazionari che approfittano dell’indebolimento ob¬ biettivo del governo per tentare dei colpi di Stato. Tra le cause efficienti di questi colpi di Stato è da porre la rinun¬ zia dei gruppi responsabili a dare una direzione consapevole ai moti spontanei e a farli diventare quindi un fattore poli¬ tico positivo. Esempio dei Vespri siciliani e discussioni de¬ gli storici per accertare se si trattò di movimento spontaneo o di movimento concertato: mi pare che i due elementi si siano combinati nei Vespri siciliani, la insurrezione sponta¬ nea del popolo siciliano contro i provenzali, estesasi rapida¬ mente tanto da dare l’impressione della simultaneità e quin¬ di del concerto esistente, per l’oppressione diventata ormai intollerabile su tutta l’area nazionale, e l’elemento consape¬ vole di varia importanza ed efficienza, con il prevalere della congiura di Giovanni da Procida con gli Aragonesi. Altri 332 QUADERNO 3 (xx