Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/346

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1930: (miscellanea) 339 qualcosa di efficiente, diventa un modello francese, poiché, come giustamente osserva il Sorel (lettere al Michels pub¬ blicate nei «Nuovi Studi di Politica Economia Diritto»)1, la tradizione statale di Roma si è conservata specialmente nel centralismo monarchico francese e nello spirito naziona¬ le statale del popolo francese. Si potrebbero trovare curiose prove linguistiche di questa imitazione: i marescialli dopo la guerra, il titolo di direttore della Banca d’Italia cambiato in governatore ecc. C’è nella lotta Francia-Italìa sottintesa una grande ammirazione per la Francia e per la sua struttu¬ ra reale e da questa lotta nasce un influsso reale enorme¬ mente più grande di quello del periodo precedente. (Nazio¬ nalismo italiano copiato da nazionalismo francese ecc. : era la traccia, ben più importante che il mimetismo democrati¬ co, che questo influsso reale era già nato nel periodo prece¬ dente). § ( 60 ). Passato e presente. I morti di fame e la malavi¬ ta professionale. Bohème, scapigliatura, leggera ecc. Nel li¬ bro La Scapigliatura milanese (Milano, «Famiglia Mene¬ ghina» editrice, 1930, 16°, pp. 267, L. 15,00) Pietro Ma- clini tenta una ricostruzione dell’ambiente generale di que¬ sto movimento letterario (antecedenti e derivazioni), com¬ presi i rappresentanti delle scapigliature popolari, come la «Compagnia della Teppa» (verso il 1817), ritenuta una propaggine un po’ guasta della Carboneria, sciolta dall’Au¬ stria quando questa | cominciò a temere l’azione patriottica 34 del Bichinkommer1. La Teppa è diventata oggi sinonimo di malavita, anzi di una speciale malavita, ma questa deriva¬ zione non è senza significato per comprendere l’atteggia¬ mento della vecchia «Compagnia». Ciò che Victor Hugo nell’Uomo che ride dice delle spa¬ valderie che commettevano i giovani aristocratici inglesi2 era una forma di «teppa»; essa ha una traccia da per tutto, in un certo periodo storico (moscardini, Santa Vehme ecc.), ma si è conservata più a lungo in Italia; ricordare l’episodio di Terlizzi riportato dal giornale di Rerum Scriptor nel 12 o 13 \ Anche le così dette «burle» che tanta materia danno