Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/360

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1930: (miscellanea) 353 e ai segni specifici della delinquenza due secoli prima del Camper e due secoli e mezzo prima del Lavater e del Gali parlò delle funzioni dell’intelletto e delle parti del cervello a esse deputate. Scrisse una utopia nel Mondo pazzo o savio - « immaginosa rico¬ struzione sociale che si pinge di molte delle iridescenze e delle ansie onde s’è arroventato il socialismo odierno» - che forse tolse dalla Utopia di Tommaso Moro. Conobbe l'Utopia: la pubblicò egli stesso nella volgarizzazione del Landò. « Pure l’immaginazione non è più la medesima, come la medesima non è di Platone nella Repubblica né d’altri quali si fossero, oscuri o ignoti; ché egli se la compì, se la ri¬ mutò, se la rifoggiò a sua posta, si che n’ha già avvivata un’altra, sua, proprio sua, della quale tanto è preso che e nei Marmi e via via in più opere e opuscoli esce or in questo e or in quel particolare, in que¬ sto o in quel sentimento». Per la bibliografia del Doni cfr l’edizione dei Marmi curata dal Chiòrboli negli «Scrittori d’Italia» del La- terza 1. Cfr Quaderno 25 (xxm), p. 26. § ( 76 ).^La quistione della Un Qua e le classi intellettuali italianePer lo sviluppo del concetto che l'Italia realizza il paradosso di un paese giovanissimo e vecchissimo nello stesso tempo (come Lao-Tse che nasce a 80 anni) \ I rapporti | tra gli intellettuali e il popolo-nazione studia¬ ti sotto l’aspetto della lingua scritta dagli intellettuali e usa¬ ta nei loro rapporti e sotto l’aspetto della funzione avuta dagli intellettuali italiani nella Cosmopoli medioevale per il fatto che il Papato aveva sede in Italia (l’uso del latino co¬ me lingua dotta è legato al cosmopolitismo cattolico). sviluppano i dialetti neolatini non solo in Italia ma in tutta "za nellatino dei dotti, degli intellettuali, il cosi detto medio- ^latino (cfr articolo di Filippo Lrmini sulla «Nuova Àntolo- 16 maggio 1928)2, che non può essere in nessun modo paragonato a una lingua parlata, nazionale, storica¬ mente vivente, quantunque non sia neppure da confondersi con un gergo o con una lingua artificiale come l’esperanto \ In ogni modo c’è una frattura tra il popolo e gli intellettuali, tra il popolo e la cultura. (Anche) i libri religiosi sono scrit¬ ti in mediolatino, sicché anche le discussioni religiose sfug¬ gono al popolo, quantunque la religione sia l’elemento cui-