Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/385

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378 QUADERNO 3 (xx) naie dei giornalisti: al 30 giugno, i960 giornalisti inscritti dei quali 800 inscritti al partito fascista, cosi ripartiti: Sindacato di Bari 30 e 26; Bologna 108 e 40; Firenze 108 e 43; Genova 113 e 39; Mila¬ no 348 e 143; Napoli 106 e 45; Palermo 50 e 17; Roma 716 e 259; Torino 144 e 59; Trieste 90 e 62; Venezia 147 e 592. Cfr Quaderno 24 (xxvn), p. 22. § (103). Il Risorgimento e le classi rivoluzionarie. NelTedizio- , ne Laterza delle «Memorie storiche del regno di Napoli dal 1790 al 1815 » di Francesco Pignatelli Principe di Strongolia (Nino Corte¬ se, Memorie di un generale della Repubblica e dell'Impero, 2 voli, in 8° di pp. 136-ccccxxv, 312, L. 60}, il Cortese premette un’intro¬ duzione, « Stato e ideali politici nell’Italia meridionale nel settecento e l’esperienza di una rivoluzione», in cui affronta il problema: come mai, nel Mezzogiorno d’Italia, la nobiltà apparisca dalla parte dei ri¬ voluzionari e sia poi ferocemente perseguitata dalla reazione, mentre in Francia nobiltà e monarchia sono unite davanti al pericolo rivolu¬ zionario. Il Cortese risale ai tempi di Carlo di Borbone per trovare il punto di contatto tra la concezione degli innovatori aristocratici e quella dei borghesi; per i primi la libertà e le necessarie riforme devo¬ no essere garantite soprattutto da un parlamento aristocratico, men¬ tre sono disposti ad accettare la collaborazione dei migliori della bor¬ ghesia; per questa il controllo deve essere esercitato e la garanzia del¬ la libertà affidata all’aristocrazia deirintelligenza, del sapere, della ca¬ pacità ecc. da qualsiasi parte venga. Per ambedue lo Stato deve essere governato dal re, circondato, illuminato e controllato da una aristo¬ crazia. Nel 1799, dopo la fuga del re, | si ha prima il tentativo di una repubblica aristocratica da parte dei nobili e poi quello degli innova¬ tori borghesi nella successiva repubblica napoletana K Mi pare che i fatti napoletani non possano essere contrapposti a quelli francesi: anche in Francia ci fu una rottura fra nobili e monar¬ chia e un’alleanza tra monarchia, nobili e alta borghesia. Solo che in Francia la rivoluzione ebbe la forza motrice anche nelle classi popo¬ lari che le impedirono di fermarsi ai primi stadi, ciò che mancò invece nell’Italia meridionale e successivamente in tutto il risorgimento. Il libro del Cortese è da vedere. « Cfr Quaderno 19 (x), pp. 128-29. § (104). Letteratura popolare. Antologia degli scrittori operai americani pubblicata nel 1930 dalle edizioni Les Revues (Poèmes d’ouvriers américains traduits par N. Guterman e P. Morhange, 9 •Nelms: «Stromboli»