Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/408

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1930: (miscellanea) 401 giusto. Traggo questi spunti da una recensione (nel «Leo¬ nardo» dell’agosto 1930) di G. Solari che fa rapide obbie¬ zioni al Cesarini Sforza4. § ( 143 ). 1914. .Sugli avvenimenti del giugno 1914 ri¬ cordare l’interessantissimo saggio di Papini in « Lacerba »a (questo saggio deve essere ricordato anche per altre ragio¬ ni) 1 e gli scritti di Rerum Scriptor2. § {144 ). Rinascimento. Come si spiega che il Rinasci¬ mento Italiano ha trovato studiosi e divulgatori numerosis¬ simi all’estero e che non esista un libro d’insieme scritto da un italiano. Mi pare che il Rinascimento sia la fase culmi¬ nante moderna della «funzione internazionale degli intel¬ lettuali italiani», e che perciò esso non abbia avuto rispon¬ denza nella coscienza nazionale che è stata dominata e con¬ tinua ad essere dominata dalla Controriforma. Il Rinasci¬ mento è vivo [nelle coscienze] dove ha creato correnti nuo¬ ve di cultura e di vita, dove è stato operante in profondità, non dove è stato soffocato senza residuo altro che retorico e verbale e dove quindi è diventato oggetto di « mera erudi¬ zione», di curiosità estrinseca cioè. § ( 145 ). Cultura italiana e francese e Accademie. Un confronto delle culture italiana e francese può essere fatto confrontando l’Accademia della Crusca e l’Accademia degli | Immortali. Lo studio della lingua è alla base di ambedue: ma il punto di vista della Crusca è quello del «linguaiolo», dell’uomo che si guarda continuamente la lingua. Il punto di vista francese è quello della «lingua» come concezione del mondo, come base elementare - popolare-nazionale - dell’unità della civiltà francese. Perciò l’Accademia France¬ se ha una funzione nazionale di organizzazione dell’alta cul¬ tura, mentre la Crusca... (qual è l’attuale posizione della Nel ms: «nella Acerba» I I ' ' I t I ' • t I I I I \ « « J 7i bis