Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/415

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408 QUADERNO 3 (xx) ride Ducati (già da me notato precedentemente)1 aveva esaltato l’opera del Trombetti per l’interpretazione dell'e¬ trusco, nel numero del i° marzo 1929 pubblica una nota di V. Pisani, Divagazioni etnische2, completamente stroncato- ria. Il Pisani ricorda contro il Trombetti alcuni canoni ele¬ mentari per lo studio critico della scienza delle lingue: i°. Il metodo puramente etimologico è privo di consi¬ stenza scientifica: la lingua non è il puro lessico, errore vol¬ gare e diffusissimo: le singole parole astrattamente prese, anche somigliantissime in una determinata fase storica, pos¬ sono: a) essere nate indipendentemente Puna dall’altra; esempio classico mysterion greco ed ebraico, con lo stesso significato: ma in greco il significato è dato da myst-, ed -erion è suffisso per gli astratti, mentre in ebraico è il con¬ trario: -erion (o terion) è la radicale fondamentale e myst- (o mys-) è il prefisso generico3; cosi hahen tedesco non ha la stessa origine di hahère latino, né to cali inglese di %aXéw greco o di calare latino (chiamare), né àhnlich tedesco può unirsi ad àvàXoyoç greco ecc. Il Littmann pubblicò, nella Zeitschrift der Deutschen Morgenl. Gesellschaft, LXXVI, pp. 270 sgg., una lista di queste apparenti concordanze per dimostrare l’assurdità dell’etimologia antiscientifica; b) possono essere state importate da una lingua all’altra in 75 bis epoche relativamente preistoriche: | per esempio: l’Ameri¬ ca è stata « scoperta » da Cristoforo Colombo « solo » dal punto di vista della civiltà europea nel complesso, cioè Cri¬ stoforo Colombo ha fatto entrare l’America nella zona d’in¬ flusso della civiltà europea, della storia europea; ma ciò non esclude, tutt’altro, che elementi europei, o di altri con¬ tinenti, possano essere andati in America anche in gruppi relativamente considerevoli e avervi lasciato delle «paro¬ le», delle forme lessicali più o meno considerevoli; ciò può ripetersi per l’Australia e per ogni altra parte del mondo; come si può allora affermare, come fa il Trombetti, su nu¬ meri relativamente scarsi di forme lessicali (30-40), che tali forme siano documento della monogenesi? 20. Le forme lessicali e i loro significati devono essere confrontate per fasi storiche omogenee delle lingue rispet¬ tive, per ogni forma occorre perciò «fare» oltre la storia fo-