Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/445

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438 QUADERNO 4 (xill) un buon metodo pedagogico. Presentare cosi le quistioni può avere significato in un Voltaire, ma non è Voltaire chiunque voglia, cioè non è un grande artista. La quistione della teleologia: il Saggio popolare presenta la teleo¬ logia nelle sue forme più esagerate e infantili e dimentica la soluzione datane dal Kantsi potrebbe dimostrare perciò quante soluzioni sono 55 « teleologiche» nel Saggio inconsapevolmente: per esempio, | mi pare che il capitolo sulT« Equilibrio tra la natura e la società »2 sia appun¬ to concepito secondo la teleologia kantiana. (Vedere bene questo ar¬ gomento. In generale ricordare che tutte queste note sono provvisorie e scritte a penna corrente: esse sono da rivedere e da controllare mi¬ nutamente, perché certamente contengono inesattezze, anacronismi, falsi accostamenti ecc. che non importano danno perché le note hanno solo l’ufficio di promemoria rapido)3. Cfr Quaderno 11 (xvin), pp. 48bis-49» e ibis. § {17). L'immanenza e il «Saggio popolare». Ciò che si è detto della «teleologia» si può ripetere dell’«immanenza». Nel Saggio po¬ polare si nota che Marx adopera l’espressione «immanenza», «imma¬ nente», e si dice che evidentemente quest’uso è «metaforico»1. Be¬ nissimo. Ma si è cosi spiegato il significato che l’espressione «imma¬ nenza» ha metaforicamente in Marx? Perché Marx continua a usare questa espressione? Solo per l’orrore di creare termini nuovi? Quan¬ do da una concezione si passa ad un’altra, il linguaggio precedente ri¬ mane, ma viene usato metaforicamente. Tutto il linguaggio è diventa¬ to una metafora e la storia della semantica è anche un aspetto della storia della cultura: il linguaggio è una cosa vivente e nello stesso tempo è un museo di fossili della vita passata. Quando io adopero la parola « disastro » nessuno può imputarmi di credenze astrologiche, o quando dico «per Bacco» nessuno può credere che io sia un adora¬ tore delle divinità pagane, tuttavia quelle espressioni sono una prova che la civiltà moderna è anche uno sviluppo del paganesimo e del- l’astrologia. L’espressione «immanenza» in Marx ha un preciso si¬ gnificato e questo occorreva definire: in realtà questa definizione sa¬ rebbe stata veramente «teoria». Marx continua la filosofia dell’imma¬ nenza, ma la depura da tutto il suo apparato metafisico e la conduce nel terreno concreto della storia. L’uso è metaforico solo nel senso che la concezione è stata superata, è stata sviluppata ecc. D’altronde l’immanenza di Marx è completamente una cosa nuova? O non se ne 55 bis trovano tracce nella filosofia precedente? In Giordano Bruno, per esempio, credo si trovino tracce di una tale concezione2. Conosceva Marx il Bruno? O questi elementi dal Bruno passarono nella filosofia classica tedesca? Tutti problemi da vedere concretamente. Cfr Quaderno 11 (xvin), pp. 43 - 43 bis. 193O-I932: