Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/446

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APPUNTI Dì FILOSOFIA I 439 § (18). La tecnica del pensare. Cfr F. Engels: Prefazione alVAn- tidühring (3“ edizione, Stuttgart, 1894, p. xix): che «l’arte di operare coi concetti non è alcunché d’innato o di dato nella coscienza comu¬ ne, ma è un lavoro tecnico del pensiero, che ha una lunga storia, né più né meno della ricerca sperimentale delle scienze naturali» (cita¬ to dal Croce, Materialismo storico ed economia marxistica, 1921™, p. 31)l. Questo concetto di Engels è richiamato da me in varie note2. Vedere il testo originale di Engels, parafrasato dal Croce, il quale no¬ ta tra parentesi che questo concetto non è « peregrino », cioè era di¬ ventato di senso comune già prima di Engels. Per me non si tratta del fatto della maggiore o minore originalità dell’affermazione di Engels, ma della sua importanza e del posto che occupa nel materialismo sto¬ rico. Mi pare che ad essa occorra richiamarsi per intendere ciò che vuol dire Engels quando scrive che dopo Marx della vecchia filosofia rimane, tra l’altro, la logica formale, affermazione che il Croce riporta nel suo saggio sullo Hegel con un punto esclamativo3. Lo stupore del Croce quanto alla «riabilitazione» della logica formale implicita nel¬ l’affermazione di Engels, deve essere collegato alla sua dottrina della tecnica nell’arte per esempio, ma il paragone in questo caso sarebbe fallacissimo. Se può esistere un artista che non conosce nulla dell’ela¬ borazione tecnica precedente, non si può dire lo stesso nella sfera del¬ la scienza e del pensiero, in cui esiste progresso e deve esistere prò* gresso metodico e di tecnica proprio come nelle scienze sperimentali. La quistione che sorge sarà del posto che questa tecnica deve occupa¬ re nel quadro della scienza del pensiero: se si | prende l’esempio del¬ la dialettica, l’importanza di questo posto apparirà subito. La dialet¬ tica è anche una tecnica ed è proprio come tale che trova difficoltà presso molti filosofi ad essere accettata; ma è anche un nuovo pensie¬ ro, una nuova filosofia. Si può staccare il fatto tecnico dal fatto filo¬ sofico? Nella «Critica» del Croce sono state pubblicate molte recen¬ sioni che dimostrano questa incomprensione della tecnica dialettica e della nuova maniera di pensare. Mi pare di aver notato altrove4 l’importanza che ha la tecnica del pensiero nella costruzione di un programma didattico: anche qui non si può fare il paragone tra la tecnica del pensiero e le vecchie retori¬ che. Queste né creavano artisti, né creavano il gusto, né davano cri¬ teri per apprezzare la bellezza: erano inutili in sé e se avevano risul¬ tati era per l’opera vivente del maestro. La tecnica del pensiero non creerà certamente grandi filosofi, ma darà criteri di giudizio e correg¬ gerà le storture del modo di pensare del senso comune. Sarebbe inte¬ ressante un paragone tra la tecnica del senso comune, della filosofia deiruomo della strada, e la tecnica del pensiero moderno più svilup¬ pato. Anche in questo riguardo vale l’osservazione del Macaulay sul¬ le debolezze logiche della cultura formatasi per via oratoria e decla¬ matoria5. Tutto questo argomento deve essere ben studiato, dopo aver raccolto tutto il materiale possibile in proposito. (Vedere anche le dottrine dei pragmatisti sul linguaggio come causa di errore - il li-