Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/464

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


materialismo storico riportati in principio di questa nota è il concetto di rivoluzione permanente. ^ Un altro aspetto di questo stesso problema è la quistione cosi det¬ ta dei rapporti delle forze. Si legge spesso in queste narrazioni stori¬ che l’espressione generica: «rapporto delle forze» favorevole o sfa¬ vorevole. Così, astrattamente, questa espressione non spiega nulla o quasi nulla: di solito si ripete il fatto che si deve spiegare, si fa una tautologia: l’errore teorico consiste nel dare un canone di ricerca e di interpretazione come « causa storica ». Intanto nell’espressione « rap¬ porto delle forze» occorre distinguere diversi momenti o gradi: mi pare se ne possano distinguere tre fondamentali: i°) c’è un rapporto delle forze sociali strettamente legato alla strut¬ turai questo è un rapporto obbiettivo, è un dato «naturalistico» che può essere misurato coi sistemi delle scienze esatte o matematiche. Sulla base del grado di sviluppo delle forze materiali di produzione avvengono i diversi raggruppamenti sociali, ognuno di essi rappresen¬ tando una funzione e una posizione nella produzione stessa. 1 Questo schieramento fondamentale dà la possibilità di studiare se nella so¬ cietà esistono le condizioni sufficienti e necessarie per una sua tra¬ sformazione; dà la possibilità di controllare il grado di realismo e di attuabilità delle diverse ideologie che sono nate nel suo stesso terre¬ no, nel terreno delle contraddizioni che esso ha generato durante il SUO Sviluppo. ini- 1- • u 20) un momento successivo è il «rapporto delle forze » politiche, cioè la valutazione del grado di omogeneità e di autocoscienza rag¬ giunto dai vari raggruppamenti sociali. Questo «momento» a sua vol¬ ta può essere scisso in diversi momenti, che corrispondono ai diversi gradi della coscienza politica, così come si sono finora manifestati nella storia. Il primo momento, il più elementare, è quello economi¬ co primitivo: un commerciante sente di essere solidale con un altro commerciante, un fabbricante con un altro fabbricante ecc., ma il com¬ merciante non si sente ancora solidale col fabbricante; si sente cioè l’unità omogenea del gruppo professionale, ma non ancora del rag¬ gruppamento sociale. Un secondo momento e quello in cui si raggiun¬ ge la coscienza della solidarietà d’interessi tra tutti i membri del rag¬ gruppamento sociale, ma ancora nel campo puramente economico. In questa fase economico-politica, si pone la quistione dello Stato, ma sul terreno dell’eguaglianza politica elementare, poiché si rivendica il diritto di partecipare all’amministrazione e alla legislazione e di mo¬ dificarle, di riformarle, nei quadri generali esistenti. Un terzo momen¬ to è quello in cui si raggiunge la coscienza che i proprii interessi « cor¬ porativi», nel loro sviluppo attuale e avvenire, superano la cerchia «corporativa», di raggruppamento economico cioè, e possono e deb¬ bono divenire gli interessi di altri raggruppamenti subordinati; que¬ sta è la fase più schiettamente «politica» che segna il netto passaggio dalla pura struttura alle superstrutture complesse, è la fase in cui le ideologie germinate precedentemente vengono a contatto ed entrano ,in contrasto fino a che una sola di esse, o almeno una sola combina¬ zione di esse, tende a prevalere, a imporsi, a diffondersi su tutta « 68 bis 458 ^ QUADERNO 4 (