Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/471

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NO 4 (xill) « no cosi reagito negativamente sul prestigio della dottrina originaria. Perciò occorre combattere contro l’economismo non solo nella teoria della storiografia, ma anche nella teoria e nella pratica politica. In questo campo la reazione deve essere condotta sul terreno del concet¬ to di egemonia, così come è stata condotta praticamente nello svilup¬ po della teoria del partito politico e nello sviluppo pratico della vita di determinati partiti politici. Si potrebbe fare una ricerca storica [sui giudizi emessi] sullo svi¬ luppo di certi movimenti politici, prendendo come archetipo quello detto boulangistno (dal 1886 al 1890 circa) ma forse addirittura il col¬ po di stato del 2 dicembre di Napoleone III. Si può trovare che il ra¬ gionamento stereotipato dell’economismo storico di solito è molto semplicistico: a chi giova immediatamente? A una certa frazione del raggruppamento dominante, che per non sbagliare si sceglie in quel¬ la frazione che evidentemente ha una funzione progressiva secondo una teoria generale. Come giudizio storico è quasi infallibile, poiché 74 realmente se quel movimento politico andrà al potere | la frazione progressiva del raggruppamento dominante in ultima analisi finirà col controllarlo e col farsene uno strumento per rivolgere a proprio beneficio l’apparato statale. Dico quasi infallibile a ragion veduta, perché l’interpretazione è [solo] unjipotesi storica possibile e magari probabile che nel giudizio politico assume [però] una tinta moralisti¬ ca. In ciò consiste l’errore teorico e pratico. Quando ùn tale movi¬ mento si forma l’analisi dovrebbe essere condotta secondo questa li¬ nea: i°) contenuto sociale del movimento; 20) rivendicazioni che i di¬ rigenti pongono e che trovano consenso in determinati strati sociali; 3°) le esigenze obbiettive che tali rivendicazioni riflettono; 40) esame della conformità dei mezzi adoperati al fine proposto; e 50) solo in ul¬ tima analisi e presentata in forma politica e non in forma moralistica, presentazione dell’ipotesi che tale movimento necessariamente sarà snaturato e servirà a ben altri fini da quelli che le moltitudini seguaci credono. Invece quest’ipotesi viene affermata preventivamente, quan¬ do nessun elemento concreto (dico che appaia tale con evidenza e non per un’analisi «scientifica» [esoterica]) esiste ancora per suffragarla, cosi che essa appare come un’accusa morale di doppiezza e di malafe¬ de ecc. o di poca furberia, di stupidaggine. La politica diventa una se¬ rie di fatti personali. Naturalmente finché questi movimenti non han¬ no raggiunto il potere, si può sempre pensare che essi falliscano e al¬ cuni infatti sono falliti (il boulangismo stesso - Valois-Gayda): la ricerca allora deve dirigersi alla ricerca degli elementi di forza e degli elementi di debolezza che essi contengono nel loro intimo*, l’ipotesi «economistica» afferma un elemento di forza, la disponibilità di un certo aiuto finanziario diretto o indiretto (un giornale che appoggi il movimento è un aiuto finanziario indiretto) e basta. Troppo poco. La ricerca quindi, come ho detto, dev’essere fatta nella sfera del concetto di egemonia. Questo concetto, data l’affermazione fatta più sopra, che l’afferma¬ zione dì Marx che gli uomini prendono coscienza dei conflitti econo- 74 bis mici nel terreno delle | ideologie ha un valore gnoseologico e non psi¬