Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/473

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


466 QUADERNO 4 (xill) dernismo -, si dice sulle tracce di Schopenhauer che la religione è la filosofia della moltitudine mentre la filosofia è la religione degli uo¬ mini più eletti - cioè dei grandi intellettuali ~)2, ma se ne potrà par¬ lare quando la Società sarà unitaria. Praticamente, dicevo, anche il materialismo storico tende a diven¬ tare una ideologia nel senso deteriore, cioè una verità assoluta ed eter¬ na. Ciò avviene'specialmente quando, come nel Saggio popolare, esso è confuso col materialismo volgare, con la metafisica della « materia » che non può non essere eterna e assoluta. Bisognerà, su questa traccia, elaborare l'affermazione di Engels sul passaggio dalla necessità alla libertà: evidentemente questo passaggio avviene negli uomini, non nella natura (sebbene avrà delle conseguen¬ ze sull’intuizione della natura, sulle opinioni scientifiche), per cui solo per metafora si può parlare di storia naturale dell’umanità e parago¬ nare i fatti umani ai fatti naturali. Cfr Quaderno 11 (xvin), pp. 68-69. § (41). La scienza. Definizioni della scienza: i°) Studio dei fe¬ nomeni e delle loro leggi di somiglianza (regolarità), di coesistenza (coordinazione), di successione (causalità). 20) Un’altra tendenza, te¬ nendo conto deirordinamento più comodo che la scienza stabilisce tra i fenomeni, in modo da poterli meglio far padroneggiare dal pensiero e dominarli per i fini dell’azione, definisce la scienza come la descri¬ zione più economica della realtà. La quistione più importante riguardo alla scienza è quella della esi- bis stenza obbiettiva della | realtà. Per il senso comune la quistione non esiste neppure: ma da che cosa è data questa certezza del senso co¬ mune? Essenzialmente dalla religione (almeno dalle religioni occiden¬ tali, §pecialmente dal cristianesimo): essa è quindi una ideologia, l’ideologia più diffusa e radicata. Mi pare che sia un errore doman¬ dare alla scienza come tale la prova dell’obbiettività del reale: questa è una concezione del mondo, una filosofia, non un dato scientifico. Cosa può dare la' scienza in questa direzione? La scienza fa una sele¬ zione tra le sensazioni, tra gli elementi primordiali della conoscenza: considera certe sensazioni come transitorie, come apparenti, come fal¬ laci perché dipendono unicamente da speciali condizioni individuali e certe altre come durature, come permanenti, come superiori alle condizioni speciali individuali. Il lavoro scientifico ha due aspetti: uno che instancabilmente rettifica il metodo della conoscenza, e retti¬ fica o rafforza gli organi delle sensazioni e l’altro che applica questo metodo e questi organi sempre più perfetti a stabilire ciò che di ne¬ cessario esiste nelle sensazioni da ciò che è arbitrario e transitorio. Si stabilisce cosi ciò che è comune a tutti gli uomini, ciò che tutti gli uo¬ mini possono vedere e sentire nello stesso modo, purché essi abbiano osservato le condizioni scientifiche di accertamento. In quanto si sta¬ bilisce questa oggettività, la si afferma: si afferma l’essere in sé, l’es¬ sere permanente, l’essere comune a tutti gli uomini, l’essere indipen- I93O-I932: