Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/501

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(xill) « nel suo territorio e influisce e determina la sua legislazione e la sua amministrazione, nessun^ limitazione è neppure accennata per il ter¬ ritorio dell’altra parte. Il concordato è dunque il riconoscimento di una doppia sovranità, su uno stesso territorio statale. Non è certo più la stessa forma di sovranità supernazionale che era formalmente rico¬ nosciuta al papa nel Medio Evo, ma ne è una derivazione di compro¬ messo. D’altronde anche nei periodi più splendidi del papato e del suo potere supernazionale, le cose non andavano così liscie: la supre- 26 mazia papale, anche se riconosciuta | giuridicamente, era contrastata aspramente di fatto e nell’ipotesi migliore si riduceva nei privilegi po¬ litici, economici e fiscali deH’episcopato dei singoli paesi. In ogni mo¬ do il concordato intacca essenzialmente il carattere di autonomia del¬ la sovranità dello Stato moderno. Lo Stato ottiene una contropartita? Certamente, ma la ottiene nel suo territorio, per ciò che riguarda i suoi stessi cittadini. Lo Stato ottiene: che la Chiesa non intralci l’eser- cizio del potere statale ma anzi lo favorisca e lo sostenga. La Chiesa promette allo Stato di fargli ottenere quel consenso di una parte dei governati che lo Stato riconosce implicitamente di non poter ottene¬ re con mezzi propri: ecco la capitolazione dello Stato, ecco che esso si mette sotto tutela di una sovranità che riconosce superiore. La parola concordato è sintomatica... Gli articoli pubblicati nei «Nuovi Studi» sul concordato sono tra i più interessanti e si prestano più facilmente alla confutazione2. Ricordare il « trattato » subito dalla Georgia nel 1920 dopo la sconfitta di Denikin3. Ma anche nel mondo moderno, che cosa significa praticamente la situazione creata in uno Stato dalle stipulazioni concordatarie? Signi¬ fica riconoscimento pubblico ad una casta di cittadini dello stesso Sta¬ to di determinati privilegi politici. La forma non è più quella medio¬ evale, ma la sostanza è la stessa. Nello sviluppo della storia moderna, quella casta aveva visto attaccato e distrutto il monopolio di funzione sociale che spiegava e giustificava la sua esistenza, il monopolio della cultura e dell’educazione. Il concordato riconosce nuovamente questo monopolio, sia pure attenuato e controllato poiché assicura alla casta delle posizioni di partenza che con le sue sole forze, con l’intrinseca adesione della sua concezione del mondo alla realtà effettuale, non potrebbe mantenere. Si capisce quindi la lotta sorda è sordida degli intellettuali laici e laicisti contro gli intellettuali di casta per salvare la loro autonomia e la loro funzione. Ma è innegabile la loro intrinseca capitolazione e il 26 bis loro distacco | dallo Stato. Il carattere intellettuale o morale dello Sta¬ to concreto, di un determinato Stato, è determinato dalla sua legisla¬ zione e non dalle polemiche astratte dei franchi tiratori della cultura. Se questi affermano: siamo noi lo Stato, essi affermano solo che il cosi detto Stato unitario non è più tale, che in esso esiste una scis¬ sione molto grave, tanto più grave in quanto è affermata dagli stessi legislatori e governanti che affermano essere lo Stato nello stesso tem¬ po due cose: quello delle leggi scritte e applicate e quello delle co¬ scienze che quelle leggi intimamente non riconoscono come efficienti e cercano sordidamente di limitare e svuotare di contenuto etico nel- 1930-1932: (