Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/503

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4 (XIIl) ragione di Stato (internazionale): una ragione molto forte è che mol¬ ti seminari sono molto male attrezzati e non mettono in valore dei giovani intelligenti, mentre il giovane aristocratico, dal suo stesso am¬ biente famigliare riceve senza sforzo di apprendimento una serie di bis qualità che sono di | primo ordine per la carriera ecclesiastica: la tran¬ quilla sicurezza della propria dignità e autorità e l’arte di trattare e governare gli altri. Una ragione di debolezza del clero nel passato consisteva nel fatto che la religione dava scarse possibilità di carriera aU’infuori della car¬ riera ecclesiastica: il clero stesso era indebolito qualitativamente dal¬ le « scarse » vocazioni o dalle « vocazioni » di soli elementi subalterni intellettualmente. Questa crisi era già visibile prima della guerra: era un aspetto della crisi generale delle carriere a reddito fisso con orga¬ nici lenti e pesanti, cioè dello strato intellettuale subalterno (maestri, insegnanti medi, preti ecc.) sottoposto alla concorrenza delle profes¬ sioni liberali legate allo sviluppo deH’industria e dell’organizzazione privata capitalistica in generale (il giornalismo, per es., che assorbe molti insegnanti, ecc.). Già era incominciata l’invasione da parte del¬ le donne delle scuole magistrali e delle Università. Con le donne en¬ trano nell’Università i preti, ai quali la Curia non può proibire di pro¬ curarsi un titolo pubblico che permetta di concorrere a un impiego di Stato che aumenti la « inanza » individuale. Molti di questi preti, appena ottenuto il titolo pubblico, abbandonarono la Chiesa (durante la guerra, per causa della mobilitazione, questo fenomeno acquistò una certa ampiezza). L’organizzazione ecclesiastica subiva dunque una cri¬ si costituzionale, che poteva essere fatale alla sua potenza, se lo Stato manteneva integra la sua posizione di laicità, anche senza bisogno di una lotta attiva. Nella lotta tra le forme di vita, la Chiesa stava per essere vinta automaticamente. Lo Stato salvò la Chiesa. La posizione economica del clero fu migliorata a più riprese, mentre il tenore di vita generale, ma specialmente dei ceti medi, peggiorava. Il migliora¬ mento è tale, che le «vocazioni» si sono maravigliosamente moltipli¬ cate, impressionando lo stesso pontefice, che le spiega appunto con la nuova situazione economica4. La base della scelta degli idonei al ca¬ ricato e stata dunque ampliata, permettendo più rigore e una maggio¬ re esigenza di cultura. Ma la carriera ecclesiastica, se è il fondamento della potenza del 28 Vaticano, non esaurisce le sue possibilità. La nuova situazione | scola¬ stica permette l’immissione nella classe dirigente laica di cellule che andranno sempre più rafforzandosi, di elementi laici che dovranno la loro posizione solamente alla Chiesa. Sul terreno di questa scelta, la Chiesa è imbattibile. Controllando i licei e le altre scuole medie, at¬ traverso i suoi fiduciari, essa seguirà con la tenacia che le è caratteri¬ stica, i giovani piü valenti delle classi povere e li aiuterà a proseguire gli studi nelle Università cattoliche. Borse di studio, fiancheggiate da convitti organizzati con la massima economia accanto alle Università, permetteranno questa azione. La Chiesa, nella sua fase odierna, con l’impulso dato dall’attuale pontefice all’azione cattolica, non può ac¬ contentarsi solo di creare dei preti: essa vuole permeare lo Stato [(go- 1930-1932: (