Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/521

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ll) intervento della fatica umana, daranno alla società in abbondanza il i suoi bisogni. Contro questa infatuazione, i cui pericoli ideologici sono evidenti (la superstiziosa fede nella forza dell’uomo porta paradossalmente a isterilire le basi di questa forza stessa), bisogna combattere con vari mezzi, di cui il più importante dovrebbe essere una maggiore conoscenza delle nozioni scientifiche essenziali, divulgando la scienza per opera di scienziati e di studiosi seri e non più di giornalisti onnisapienti e di autodidatti presuntuosi. Si aspetta « troppo » dalla scienza, e perciò non si sa valutare ciò che di reale la scienza offre. Cfr Quaderno 11 (xviii), pp. .53 - .53 bis. § <72). Il nuovo intellettuale. Il tipo tradizionale dell’intellet¬ tuale: il letterato, il filosofo, il poeta. Perciò il giornalista volgare, che crede di essere letterato, filosofo, artista, crede di essere il « vero » in¬ tellettuale. Nel mondo moderno, l'educazione tecnica, implicitamente legata al lavoro industriale anche più primitivo (manovale), forma la base del «nuovo intellettuale»: è su questa base che bisogna lavorare per sviluppare il «nuovo intellettualismo». Questa è stata la linea del- T« Ordine Nuovo » ( ricordare lo spunto per il capitolo « Passato e pre¬ sente »). L’avvocato, l’impiegato, sono il tipo corrente d’intellettuale, che si crede investito di una grande dignità sociale: il suo modo di essere è l’«eloquenza» motrice degli affetti. Nuovo intellettuale-co- struttore, organizzatore, «persuasore permanentemente» e pure su¬ periore allo spirito astratto matematico: dalla tecnica-lavoro giunge 40 alla tecnica-scienza e alla concezione «umanistico-storica», | senza la quale si rimane «specialista» e non si diventa «dirigente» (speciali¬ sta della politica). Cfr Quaderno 12 (xxix), p. 12 a. § ( 73 )• Lorianismo. Ho già accennato alla necessità di mettere Corso Bovio nel quadro del Lorianismo? Bisogna metterlo, ricordan¬ do di mantenere le distanze per la prospettiva. Corso Bovio entra nel quadro in questo senso: come certi fiamminghi (mi pare il Téniers) mettono sempre un cagnolino nei loro quadri di genere, così Corso Bovio sta nel quadro del lorianismo. E forse il cagnolino è già un ani¬ male troppo grosso: una blatta sarebbe più adeguata a rappresentarlo. Cfr Quaderno 28 (in), p. 14. § (74). G. B. Angioletti. NelP«Italia Letteraria» del 18 maggio 1930 e riportata una serie di verbali per una ver-