Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/523

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4 (xill) pea [( ! )], mai ci sarà un grande poeta o un grande pittore americano. La mentalità americana è essenzialmente pratica e tecnica: da ciò una particolare sensibilità per la quantità, cioè per le cifre. Come il poeta è sensibile verso le immagi¬ ni, o il musicista è sensibile verso i suoni, cosi l'americano è sensibile verso le cifre. — Questa tendenza a concepire la vi¬ ta come fatto tecnico, spiega la filosofia americana medesi¬ ma. Il pragmatismo esce per l'appunto da questa mentalità che non pregia e non afferra l’astratto. James e più ancora Dewey sono i prodotti più genuini di questo inconsapevole bisogno di tecnicismo, per cui la filosofia viene scambiata con l’educazione, e un’idea astratta vale non in se stessa, ma solo in quanto si può tradurre in azione. ( "La povertà fanta¬ stica del popolo romano avviò Ì Romani a concepire la divi¬ nità come un’energia astratta la quale si estrinseca solo nel¬ l’azione”; cfr Roma capta). E per questo l’America è la terra tipica delle chiese e delle scuole, dove la teoreticità si inne¬ sta alla vita»2. Mi pare che la tesi del Macchioro sia un berretto per tut¬ te le teste. § {77 ). Riviste tipo. Una rubrica permanente sulle cor¬ renti scientifiche. Ma non per divulgare nozioni scientifiche. Per esporre, criticare e inquadrare le «idee scientifiche» e le loro ripercussioni sulle ideologie e sulle concezioni del mondo e per promuovere il principio pedagogico-didattico della « storia -della scienza e della tecnica come base dell’e¬ ducazione formativa-storica nella nuova scuola». IL CANTO DECIMO DELL’INFERNO (§ 78). Quistione su «struttura e poesia» nella Divina Commedia secondo B. Croce e Luigi Russo1. Lettura di Vincenzo Morello come «corpus vile»2. Lettura di Fedele Romani su Farinata3. De Sanctis4. Quistione della « rappre¬ 1930-1932: IL CANTO DECIMO DELL’INFERNO ' 517