Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/524

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sentazione indiretta» e delle didascalie nel dramma: le di¬ dascalie hanno un valore artistico? contribuiscono alla rap¬ presentazione dei caratteri? In quanto limitano l’arbìtrio dell’attore e caratterizzano più concretamente il personag¬ gio dato, certamente. Il caso del Don Giovanni dì Shaw con l’appendice del manualetto di John Tanner: quest’appendi¬ ce è una didascalia, da cui un attore intelligente può e deve trarre elementi per la sua interpretazione5. La pittura pom¬ peiana di Medea che uccide Ì figli avuti da Giasone: Medea è rappresentata col viso bendato: il pittore non sa o non vuole rappresentare quel viso6. (C’è però il caso di Niobe, ma in opera dì scultura: coprire il viso avrebbe significato togliere il contenuto proprio all’opera). Farinata e Caval¬ cante: il padre e il suocero di Guido. Cavalcante è il punito del girone. Nessuno ha osservato che se non si tien conto del dramma di Cavalcante, in quel girone non si vede in atto il tormento del dannato: la struttura avrebbe dovuto con¬ durre a una valutazione estetica del canto più esatta, poiché ogni punizione è rappresentata in atto. Il De Sanctis notò l’asprezza contenuta nel canto pér il fatto che Farinata d’un tratto muta carattere: dopo essere stato poesia diventa struttura, egli spiega, fa da Cicerone a Dante. La rappresen¬ tazione poetica di Farinata è stata mirabilmente rivissuta dal Romani: Farinata è una serie di statue. Poi Farinata re¬ cita una didascalia. Il libro di Isidoro del Lungo sulla Cro¬ nica di Dìno Compagni: in esso è stabilita la data della mor¬ te di Guido \ È strano che gli eruditi non abbiano prima pensato a servirsi del Canto X per fissare approssimativa¬ mente questa data (qualcuno l’ha fatto?) Ma neanche l’ac¬ certamento fatto dal Del Lungo servi a interpretare la figura di Cavalcante | e a dare una spiegazione dell’ufficio fatto fa¬ re da Dante a Farinata. Qual è la posizione di Cavalcante, qual è il suo tormento? Cavalcante vede nel passato e vede nell’avvenire, ma non vede nel presente, in una zona determinata del passato e dell’avvenire in cui è compreso il presente. Nel passato Gui¬ do è vivo, nelFavvenire Guido è morto, ma nel presente? È morto o vivo? Questo è il tormento di Cavalcante, il suo assillo, il suo unico pensiero dominante. Quando parla, do- 1 bis 7 / 5l8 ^ QUADERNO