Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/528

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


521 vrebbe interpretarsi il passo: «Io non faccio il viaggio di mia libera scelta; non sono libero di venire o non venire; invece sono qui condotto da colui che m’aspetta lì fermo e col quale il vostro Guido ebbe a disdegno di venire qui, os¬ sia di accompagnarsi qui con lui». L’interpretazione deLSi- cardi è formale, non sostanziale: egli non si ferma a spiega- rèTnche consista il « disdegnoso della lingua latina, o del- 'împerialïsïno virgiliano o delle altre spiegazioni date dagli interpreti). Dante ebbe largita la «grazia» dal Cielo: come potevasi concedere la medesima grazia ad un ateor' (ciò fiorì è esatto: perche la «grazia» per la sua stessa natura, non può essere limitata da nessuna ragione). Per il Sicardi nel verso: « Forse cui Guido vostro_ehbe-a-dìÌdÌ£n9»^r7«7Tr riferisce certamente a Virgilio, ma non è un complemento^ i suliù pror oggetto, mannu aei sunu pruiiunii a cui ma con. E 1 ometto di ebbe a disdeçnoï Si ricava dal preceden¬ te « da me stesso non vegno » ed è, mettiamo il caso, o il so- izione stantivo venuta o, se si vuo Nella sua recensione il Gargànb scrive a un certo punto: « L’amico di Guido dice al povero padre deluso2 di non ve¬ der vivo per l’Inferno anche il suo figliolo ecc.». Deluso? È troppo poco: si tratta di una parola del Gargano o è rica¬ vata dal Sicardi? Non si pone il problema: ma perché Ca¬ valcante deve proprio aspettarsi che Guido venga con Dan¬ te neH’Inferno? «Per l’altezza d’ingegno»? Cavalcante non è mosso dalla «razionalità» ma dalla «passione»: non c’è nessuna ragione perché Guido dovesse accompagnare Dan¬ te; c’è solo che Cavalcante vuol sapere se Guido in quel mo¬ mento è vivo o morto ed uscire cosi dalla sua pena. La parola più importante del verso: «Forse cui Guido vostro ebbe a disdegno» non è «cui» o «disdegno» ma è solo | ebbe. Su «ebbe» cade l’accento «estetico» e «dram¬ matico » del verso ed [esso] è l’origine del dramma di Caval¬ cante, interpretato nelle didascalie di Farinata: e c’è la «ca¬ tarsi»; Dante si corregge, toglie dalla pena Cavalcante, cioè interrompe la sua punizione in atto \ 522 QUADERNO