Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/531

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) apertamente e chiaramente che gli eresiarchi del suo gruppo ignorano i fatti «quando s’approssiman e son», non sem¬ pre, e in ciò consiste la loro punizione specifica oltre l’arca infuocata «per avere voluto vedere nel futuro» e solamente in questo caso «s’altri non ci adduce» essi ignorano. Dun¬ que il Morello non ha neanche letto bene il testo. 2) È pro¬ prio da dilettante, nei personaggi di un’opera d'arte, andare a cercare le intenzioni oltre la portata della espressione let¬ terale dello scritto. Il Foscolo e il De Sanctis (specialmente il De Sanctis) non si allontanano dalla serietà critica; il Mo¬ rello invece pensa realmente alla vita concreta di Farinata nell’Inferno oltre il canto di Dante e pensa persino poco probabile che i demoni o gli angeli abbiano potuto, a tempo perso, informare Farinata di ciò che gli era ignoto. È la men¬ talità dell’uomo del popolo che quando ha letto un romanzo vorrebbe sapere cosa hanno fatto ulteriormente tutti i per¬ sonaggi (donde la fortuna delle avventure a catena): è la mentalità del Rosini che scrive la Monaca dì Monza2 o di tutti gli scribacchiatori che scrivono le continuazioni di ope¬ re illustri o ne svolgono e amplificano episodi parziali. Che tra Cavalcante e Farinata vi sia rapporto intimo nel¬ la poesia di Dante risulta dalla lettera del Canto e dalla sua struttura: Cavalcante e Farinata sono vicini (qualche illu¬ stratore immagina addirittura che siano nella stessa arca), i loro due drammi si intrecciano strettamente e Farinata vie¬ ne ridotto alla funzione strutturale di « explicator » per far penetrare il lettore nel dramma di Cavalcante. Esplicita¬ mente, dopo P-«ebbe», Dante contrappone Farinata a Ca¬ valcante nell’aspetto fisico-statuario che esprime la loro po¬ sizione morale: Cavalcante cade, si affloscia, né più appare fuori, Farinata «analiticamente» non muta aspetto né muo¬ ve collo né piega costa. Ma l’incomprensione della lettera del canto da parte del Morello si rivela anche dove egli parla di Cavalcante, pp. 31 e segg.: | «È rappresentato, in questo canto, anche il dram¬ ma della famiglia attraverso lo strazio delle guerre civili; ma non da Dante e da Farinata; si bene da Cavalcante». Perché «attraverso lo strazio delle guerre civili»? Questa è un’ag¬ giunta cervellotica del Morello. Il doppio elemento, fami- X"