Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/540

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30-1932: (miscellanea) 533 § (92). Argomenti di Cultura. L’influsso della cultura araba in Occidente. Ezio Levi ha pubblicato in volume Castelli di Spagna1 una serie di articoli pubblicati sparsamente nelle riviste e riguardanti i rapporti di cultura tra gli Arabi e l’Europa, realizzati specialmente ^attraverso la Spagna, dove gli studi di arabistica sono numerosi e con¬ tano molti specialisti. Nel «Marzocco» del 29 maggio 1932 recensisce la introduzione al libro L’eredità dell’Islam di Angel Gonzalez Pa- lencia (l’introduzione è uscita in opuscolo: El Islam y Occidente, Ma¬ drid 1931)2 ed enumera tutta una serie di prestiti fatti dall’Islam al¬ l’Europa nella cucina: frutta, liquori, ecc.; nella medicina, nella chi¬ mica, Il libro del Gonzalez Palencia deve essere molto interes¬ sante per lo studio della civiltà europea e del contributo ad essa dato dagli Arabi. Cfr Quaderno 16 (xxii), pp. 6 bis -7. » ^ , §(93). Intellettuali. Noterelle sulla cultura inglese. Guido Ferrando, in un articolo del «Marzocco» (17 apri¬ le IQ32, Libri nuovi e nuove tendenze nella cultura incese) analizza i mutamenti organici che si stanno verificando nel- 'la cultura moderna inglese, e che hanno le loro manifesta¬ zioni più vistose nel campo editoriale e nell’organizzazio¬ ne complessiva degli istituti universitari del Regno Unito. «... in Inghilterra si va sempre più accentuando un orienta¬ mento verso una forma di cultura tecnica e scientifica, a sca¬ pito della cultura umanistica». ‘ «In Inghilterra, fino a tutto il secolo scorso, si potrebbe quasi dire fino alla guerra mondiale, il fine educativo più al¬ to che si proponevano le migliori scuole era quello di forma- re il gentleman. La parola gentleman, come tutti sanno, non corrisponde a gentiluomo italiano; e non può esser resa con precisione nella nostra lingua; indica una persona che ab¬ bia | non solo buone maniere, ma che possegga un senso di equilibrio, una padronanza sicura di se stesso, una discipli¬ na morale che gli permetta di subordinare volontariamente il proprio interesse egoistico a quelli più vasti della società in cui vive». «Il gentleman è dunque la persona colta, nel significato più nobile del terminé, se per cultura intendiamo non sem¬ plicemente ricchezza di cognizioni intellettuali, ma capacità di compiere il proprio dovere e di comprendere i propri si-