Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/559

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s QUADERNO 5 (ix) larga consorteria, la pubblicazione e la prodiga diffusione gratuita di libelli i più ignominiosi e criticamente insipienti contro la Compagnia di Gesù, i suoi Santi, i suoi dottori e maestri, le sue opere e le sue costituzioni, pure solennemente approvate dalla Chiesa. È la nota col¬ lezione dei cosi detti «Récalde», cresciuta già ad oltre una dozzina di libelli, alcuni di più volumi, in cui è troppo riconosciuta e non meno retribuita la parte dei complici romani. Essa viene ora rinforzata dalla pubblicazione sorella di foglietti diffamatori, i più farneticanti, sotto il titolo complessivo ed antifrastico di "Vérités”, emuli dei fogli ge¬ melli dell’Agenzia Urbs, ovvero Romana, i cui articoli ritornano poi talora, quasi a verbo, in altri fogli "periodici” »9. Gli «integrali» sparsero «le peggiori calunnie» contro Benedet¬ to XV, come si può vedere dall’articolo comparso alla morte di questo papa nella «Vieille France» (di Urbain Gohier, credo) e nella «Ron¬ da» (febbraio 1922), «anche questo (periodico) tutt’altro che cattoli¬ co e morale, ma onorato tuttavia dalla collaborazione di Umberto Be¬ nigni, il cui nome si trovava registrato nella bella compagnia di quei giovani più o meno scapestrati». «Lo stesso spirito di diffamazione, continuato sotto il presente Pontificato, in mezzo alle file medesime dei cattolici, dei religiosi e del clero, non si può dire quanto abbia fat¬ to di male nelle coscienze, quanto scandalo portatovi e quanta aliena¬ zione di animi, in Francia sopra tutto. Quivi infatti la passione poli¬ tica induceva a credere più facilmente le calunnie, mandate spesso da Roma, dopo che i ricchi Simon e altri compari, di spirito gallicano e 9 giornalistico (sic), ne spesarono gli autori e procurarono la diffusione gratuita dei loro libelli, massime degli antigesuitici sopra menzionati, nei seminari, nelle canoniche, nelle curie ecclesiastiche, ovunque fosse qualche probabilità o verosimiglianza che la calunnia potesse attecchi¬ re; ed anche fra laici, massime giovani, e degli stessi licei governativi, con una prodigalità senza esempio ». Gli autori già sospetti si servono dell’anonimo o di pseudonimi. «È notorio, tra i giornalisti special- mente, quanto poco meriti qualsiasi titolo di onore un siffatto gruppo col suo principale ispiratore, il più astuto a nascondersi ma il più col¬ pevole e il più interessato nell’intrigo» 10 (a chi si allude? Al Benigni o a qualche altro pezzo grosso del Vaticano?) Secondo l'articolista tra Action Française e « integrali » non c’era inizialmente «accordo», ma esso si è venuto formando dopo il 26; ma questa mi pare una dichiarazione fatta ad arte, per escludere ogni movente politico (lotta contro gli ultra reazionari) dalla quistione contro VAction Française, [in nota si dice, - nell’ultima nota «Non si deve tuttavia confondere l’uno con l’altro partito, come taluno ha fatto, per es., Nicolas Fontaine, nell’opera citata Saint-Siège, ”Action française” et "Catholiques intégrauxQuesto autore, come notam¬ mo, è più che liberale, ma purtroppo informatissimo dei casi niente edificanti della menzionata società clandestina, detta della “Sapiniè¬ re”, e dei suoi fautori francesi ed italiani, ed in ciò è ridicolo rinfac¬ ciare il suo liberalismo: occorre smentire i fatti su cui riparleremo a suo tempo»11. Strano, quel «purtroppo informatissimo» perché, co¬ me ho notato, il Fontaine si è servito di documenti di dominio pub- 1930-1932: (