Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/569

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562 QUADERNO 5 (ix) arriva fino alla fase recente della Cina europeizzante e infor¬ ma anche sullo svolgimento che si sta compiendo anche a proposito della lingua e dell’educazione. Nel «Marzocco» del 23 ottobre 1927 Alberto Castellani dà notizia del libro di Alfredo Forke: Die Gedankenwelt des chinesischen Kulturkreises, München-Berlin, 1927 (Fi- it bis losofia cinese in veste europea e... giapponese) \ Il Forke è professore di lingua e di civiltà della Cina all’Università di Amburgo ed è noto come specialista dello studio della filo¬ sofia cinese. Lo studio del pensiero cinese è difficile per un occidentale per varie ragioni: 1) Ì filosofi cinesi non hanno scritto trattati sistematici del loro pensiero: furono Ì disce¬ poli a raccogliere le parole dei maestri, non i maestri a scri¬ verle per gli eventuali discepoli; 2) la filosofia vera e pro¬ pria era intrecciata e come soffocata nelle tre grandi correnti religiose, Confucianismo, Taoismo, Buddismo; cosi i Cinesi passarono spesso agli occhi dell’europeo non specialista o come privi di filosofia vera e propria o come aventi tre reli¬ gioni filosofiche (questo fatto però, che la filosofia sia stata intrecciata alla religione ha un significato dal punto di vista della cultura e caratterizza la posizione storica degli intellet¬ tuali cinesi). Il Forke appunto ha cercato di presentare il pensiero cinese secondo le forme europee, ha cioè liberato la filosofia vera e propria dai miscugli e dalle promiscuità eterogenee; quindi ha reso possibile qualche parallelo tra il pensiero europeo e quello cinese. L’Etica è la parte più ri¬ gogliosa di questa ricostruzione: la Logica è meno impor¬ tante «perché anche i Cinesi stessi ne hanno avuto sempre, più un senso istintivo, come intuizione, che non un concetto esatto, come scienza». (Questo punto è molto importante, come momento culturale). Solo alcuni anni fa, uno scritto¬ re cinese, il prof. Hu Shi, nella sua Storia della Filosofia Ci¬ nese (Scianghai, 1919) assegna alla Logica un posto eminen¬ te, ridisseppellendola dagli antichi testi classici, di cui, non senza qualche sforzo, tenta di rivelare il magistero. Forse il rapido invadere del Confucianismo, del Taoismo e del Bud¬ dismo, che non hanno interesse per i problemi della Logica, 15 può avere intralciato il suo divenire come scienza. «Sta | di fatto che i Cinesi non hanno mai avuto un’opera come il 1930-1932: (