Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/650

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1932: (miscellanea) 643 Mori in Spagna, dei Capetingi contro l'Inghilterra, dei Co¬ muni italiani contro gli imperatori svevi, in cui matura o spunta il sentimento delle unità nazionali (esagerazione). È strana, in un erudito come il Rossi, questa proposizione: «Nello sforzo con cui quegli uomini rigenerano se stessi e costruiscono le condizioni d’una nuova vita, essi sentono ri¬ bulicare i fermenti profondi della loro storia, e nel mondo romano, così ricco di esperienze di libera e piena spirituali¬ tà umana, trovano anime congeniali», che mi pare tutta una filza di affermazioni vaghe e vuote di senso: 1) perché c'è sempre stata una continuità tra il mondo romano e il perio¬ do dopo il Mille (medio-latino); 2) perché «le anime conge¬ niali» è una metafora senza senso e in ogni caso il fenomeno avvenne nel 400-500 e non in questa prima fase; 3) perché di romano non ci fu nulla nel Rinascimento italiano, altro che la vernice letteraria, perché mancò proprio ciò che è specifico della civiltà romana: l'unità statale e quindi ter¬ ritoriale. La cultura latina, fiorente nelle scuole | di Francia del Xll secolo con magnifico rigoglio di studi grammaticali e ret¬ toria, di composizioni poetiche e di prose regolate e solen¬ ni, a cui in Italia corrisponde una più tarda e modesta pro¬ duzione dei poeti ed eruditi veneti e dei dettatori - è una fase del medio-latino, è un prodotto schiettamente feudale nel senso primitivo di prima del Mille; così si dica degli stu¬ di giuridici, rinati per il bisogno di dare assetto legale ai nuovi e complessi rapporti politici e sociali, che si volgono è vero al diritto romano, ma rapidamente degenerano nella casistica più minuziosa, appunto perché il diritto romano «puro» non può dare assetto ai nuovi complessi rapporti: in realtà attraverso la casistica dei glossatori e dei post-glos¬ satori si formano delle giurisprudenze locali, in cui ha ra¬ gione il più forte (o il nobile o il borghese) e che è l’« unico diritto» esistente: i principi del diritto romano vengono di¬ menticati o posposti alla glossa interpretativa che a sua vol¬ ta è stata interpretata, con un prodotto ultimo in cui di ro¬ mano non c’era nulla, altro che il principio puro e semplice di proprietà. La Scolastica, «che viene nuovamente pensando e siste- «