Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/683

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6/6 QUADERNO 5 (ix) quente è questo: i giovani non si dedicano più alle ricerche e agli studi disinteressati, ma tendono al guadagno imme¬ diato. Agostino Lanzillo risponde: «Oggi specialmente noi non conosciamo l’animo dei giovani e i loro sentimenti. È difficile guadagnare il loro animo: essi tacciono sui problemi culturali sociali e morali, molto volentieri. È diffidenza o disinteresse? » («Fiera Letteraria», 9 dicembre 28). (Questa del Lanzillo è l’unica nota realistica dell’inchiesta). Nota an¬ cora il Lanzillo: «... vi è una disciplina ferrea ed una situa¬ zione di pace esterna ed interna, che si sviluppa nel lavoro concreto e fattivo, ma che non consente il disfrenarsi di op¬ poste concezioni politiche o morali. Ai giovani manca la palestra per agitarsi, per manifestare forme esuberanti di passioni o di tendenze. Nasce e deriva da questo un’attitu¬ dine fredda e silenziosa che è una promessa, ma che contie- 4 ne anche delle | incognite». Nello stesso numero della «Fie¬ ra Letteraria» la risposta di Giuseppe Lombardo-Radice: « V’è oggi fra i giovani scarsa pazienza per gli studi scientifi¬ ci e storici; pochissimi affrontano un lavoro che richieda lunga preparazione e offra difficoltà di indagine. Vogliono, in generale, sbrigarsi degli studi; tendono soprattutto a col¬ locarsi rapidamente, e distaccano l’animo dalle ricerche di¬ sinteressate, aspirando a guadagnare e repugnando alle car¬ riere che loro paiono troppo lente. Malgrado tanta "filoso¬ fia” in giro, è povero il loro interesse speculativo; la loro cultura si vien facendo di frammenti; poco discutono, poco si dividono fra di loro in gruppi e cenacoli cui sia segnacolo una idea filosofica o religiosa. Il tono verso i grandi proble¬ mi è di scetticismo, o di rispetto affatto estrinseco per coloro che li prendono sul serio, o d'adozione passiva di un "ver¬ bo” dottrinale». «In generale, i meglio disposti spiritual- mente sono gli studenti universitari più poveri» e «gli agia¬ ti sono, per lo più, irrequieti, insofferenti della disciplina degli studi, frettolosi. Non da loro verrà una classe spiri¬ tualmente capace di dirigere il nostro paese». Queste note del Lanzillo e del Lombardo-Radice sono l’unica cosa seria di tutta l’inchiesta, alla quale hanno d’al¬ tronde partecipato quasi esclusivamente professori di lette¬ re. La maggior parte ha risposto con «atti di fede», non con