Pagina:Gramsci - Quaderni del carcere, Einaudi, I.djvu/688

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i93o-i932: (miscellanea) 6 81 § ( 158). Lorianismo. L’altimetria, i buoni costumi e Vintelligen¬ za. NeIT«utopia» di Ludovico Zuccolo II Belluzzi [o la Città felice] ristampato da Amy Bemardy nelle « Curiosità letterarie » dell’ed. Za¬ nichelli (che non è precisamente un’utopia, perché si parla della re¬ pubblica di S. Marino), si accenna già alla teoria loriana dei rapporti tra l’altimetria e i costumi degli uomini i. Lo Zuccolo sostiene che «gli uomini di animo rimesso o di cervello ottuso si uniscono più fa¬ cilmente a consultare degli affari comuni»: questa sarebbe la ragione della saldezza degli ordinamenti di Venezia, degli Svizzeri e di Ragu¬ sa, mentre gli uomini di natura vivace ed acuta come i fiorentini, sono portati alla sopraffazione, o a occuparsi «dei privati interessi senza punto occuparsi dei pubblici ». Come allora spiegarsi che i Sammari¬ nesi, di natura vivace ed acuta abbiano tuttavia conservato per tanti secoli un governo popolare? Perché a S. Marino la sottigliezza d’aria, che rende ben composti e vigorosi i corpi, produce anche gli « spiriti puri e sinceri». È vero che lo Zuccolo parla anche delle ragioni eco¬ nomiche, cioè la mediocrità delle ricchezze individuali, per cui il più ricco ha « poco davantaggio » e al più povero non manca nulla. Questa eguaglianza è assicurata da buone leggi: proibizione dell’usura, ina¬ lienabilità della terra ecc. Lo Zuccolo pare abbia scritto anche una «utopia» vera e propria, La Repubblica di Evandria, posta in una penisola agli antipodi del¬ l’Italia, che, secondo il Gargàno («Marzocco» 2 febbraio 1930), Un utopista di senso pratico, avrebbe un legame con VUtopia di T. Mo¬ ro e avrebbe originato quindi il Belluzzi2. Cfr Quaderno 28 (in), pp. 17-18. § (159). Risorgimento. I primi giacobini italiani. Cfr Giulio Natali, Cultura e poesia in Italia nelVetà napoleoni¬ ca. Studii e saggi, Torino, Sten, 1930. (Lomonaco del Rap¬ porto a Carnot ha un saggio speciale molto interessante) *. § ( 160 ). Rinascimento. È molto importante il libro di Giuseppe Toffanin, Che cosa fu Vumanesimo. Il \ Risorgi- 76 mento delVantichità classica nella coscienza degli italiani fra i tempi di Dante e la Riforma, Firenze, Sansoni (Biblioteca storica del Rinascimento1). Il Toffanin coglie fino ad un certo punto il carattere reazionario e medioevale dell’uma¬ nismo: « Quel particolare stato d’animo e di cultura a cui in Italia, fra il tre e il cinquecento, si dà nome di umanesimo, fu una riscossa e rappresentò, per almeno due secoli, una