Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. I, 1929 – BEIC 1845433.djvu/247

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libro terzo — cap. vi 241

ponendo molte difficoltá, cercato di intepidire per indiretto gli animi degli altri: e affermava il re palesemente che in potestá sua non era di fare altra deliberazione, perché la volontá di Dio lo costrigneva a ritornare in Italia personalmente. Fu deliberato nel medesimo consiglio che trenta navi, tra le quali una caracca grossissima detta la Normanda e un’altra caracca grossa della religione di Rodi, passassino dalla costa del mare Oceano ne’ porti di Provenza, dove si armassino trenta tra galee sottili e galeoni, per mettere con sí grossa armata nel reame di Napoli soccorso grandissimo di gente di vettovaglie di munizioni e di danari; e nondimeno che, non aspettando che questa fusse in ordine, si mandasse subito qualche navile carico di gente e di vettovaglie. Oltre a tutte le quali cose fu ordinato che a Milano andasse Rigault maestro di casa del re: perché il duca, benché non avesse dato le due caracche né permesso l’armarsi per il re a Genova, e restituito solamente i legni presi a Rapalle ma non le dodici galee state tenute nel porto di Genova, si era sforzato di scusarsi con la inubbidienza de’ genovesi, e tenuto continuamente con varie pratiche uomini suoi appresso al re; al quale aveva di nuovo mandato Antonio Maria Palavicino, affermando che era disposto a osservare l’accordo fatto, dimandando gli fusse prorogato il tempo di pagare al duca d’Orliens i cinquantamila ducati promessi in quella concordia. Dalle quali arti benché riportasse piccolo frutto, essendo notissima al re la mente sua, sí per l’altre azioni sí perché, per lettere e istruzioni sue che erano state intercette, era venuto a luce essere da lui stimolati continuamente il re de’ romani e i re di Spagna a muovere la guerra in Francia, nondimeno, sperandosi che forse il timore lo indurrebbe a quello da che era aliena la volontá, fu commesso a Rigault che, non disputando della inosservanza passata, gli significasse in potestá sua essere di cancellare la memoria dell’offese cominciando a osservare, rendendo le galee concedendo le caracche e permettendo l’armare a Genova; e gli soggiugnesse la deliberazione della passata del re, la quale sarebbe con gravissimo suo danno se, mentre gli era offerta la facoltá,