Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. I, 1929 – BEIC 1845433.djvu/261

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libro terzo — cap. viii 255

si dubitava non si aggiugnesse qualche cagione piú occulta, nutrita con molta diligenza e arte nel petto del re da quegli i quali, per varie cagioni, si sforzavano di rimuovere l’animo suo dalle cose d’Italia. Perché si sospettava che per se medesimo avesse dispiacere della grandezza del duca d’Orliens, al quale per la vittoria sarebbe pervenuto il ducato di Milano; e gli era oltre a questo persuaso non essere sicuro il partirsi di Francia se prima non facesse qualche composizione co’ re di Spagna: i quali, dimostrando desiderio di riconciliarsi seco, gli avevano mandato imbasciadori a proporre tregua e altri modi di concordia. Consigliavanlo ancora molti che aspettasse il parto propinquo della reina, perché non conveniva alla prudenza sua, né all’amore che e’ doveva portare a’ popoli suoi, esporre la persona propria a tanti pericoli se prima non avesse un figliuolo al quale appartenesse tanta successione: ragione che diventò piú potente per il parto della reina, perché fra pochi dí morí il figliuolo maschio che di lei era nato. Cosí, parte per la negligenza e poco consiglio del re, parte per le difficoltá artificiosamente interposte da altri, si differirno tanto le provisioni che ne seguitò la distruzione delle sue genti con la perdita totale del regno di Napoli: e sarebbe succeduto il medesimo de’ confederati suoi d’Italia se per se stessi non avessino costantemente difese le cose proprie.


VIII

Colloqui e accordi di Lodovico Sforza con Massimiliano Cesare. Massimiliano Cesare in Italia. Fedeltá de’ fiorentini ai francesi e consigli politici del Savonarola. Vicende della guerra de’ fiorentini per riconquistare Pisa. Morte di Piero Capponi. Maggiori aiuti de’ veneziani a Pisa e minore fiducia de’ pisani in Lodovico Sforza.

È detto di sopra che, per paura degli apparati franzesi, si era cominciato, piú per sodisfazione di Lodovico Sforza che de’ viniziani, a trattare di fare passare Massimiliano Cesare in Italia; col quale, mentre durava il medesimo timore, fu