Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. II, 1929 – BEIC 1846262.djvu/271

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libro ottavo ‐ cap. iv 265

dí da Piacenza Roccalbertino, con cento cinquanta lancie e tremila fanti passati in su uno ponte di barche, fatto dove l’Adda entra nel Po nel contado di Cremona; in altra parte del quale corsono similmente le genti che erano alla guardia di Lodi, gittato uno ponte in su Adda, e tutti i paesani della montagna di Brianza insino a Bergamo. Il quale assalto fatto in uno giorno medesimo da cinque parti, senza dimostrarsi gli inimici in luogo alcuno, ebbe maggiore strepito che effetto; perché Ciamonte si ritornò subito a Milano per aspettare la venuta del re che giá era vicino, e il marchese di Mantova, che preso Casalmaggiore aveva tentato Asola invano, inteso che l’Alviano con molta gente aveva passato il fiume dell’Oglio a Pontemolaro, abbandonò Casalmaggiore.

Fatto questo principio alla guerra, il pontefice incontinente publicò, sotto nome di monitorio, una bolla orribile; nella quale furno narrate tutte le usurpazioni che avevano fatte i viniziani delle terre pertinenti alla sedia apostolica, e l’autoritá arrogatesi, in pregiudicio della libertá ecclesiastica e della giurisdizione de’ pontefici, di conferire i vescovadi e molti altri benefici vacanti, di trattare ne’ fori secolari le cause spirituali e l’altre attenenti al giudicio della Chiesa, e di molte altre cose, e tutte le inobbedienze passate. Oltre alle quali fu narrato che pochi dí innanzi, per turbare in pregiudicio della medesima sedia le cose di Bologna, avevano chiamati a Faenza i Bentivogli rebelli della Chiesa; e sottoposti, loro e chi gli ricettasse, a gravissime censure; ammonendogli a restituire, infra ventiquattro dí prossimi, le terre che occupavano della Chiesa insieme con tutti i frutti ricevuti nel tempo l’aveano tenute, sotto pena, in caso non ubbidissino, di incorrere nelle censure e interdetti, non solo la cittá di Vinegia ma tutte le terre che gli ubbidissino, e quelle ancora che non suddite allo imperio loro ricettassino alcuno viniziano; dichiarandogli incorsi in crimine di maestá lesa e diffidati come inimici, in perpetuo, da tutti i cristiani: a’ quali concedeva facoltá di occupare per tutto le robe loro e fare schiave le persone. Contro alla quale bolla fu da uomini incogniti presentata, pochi