Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. II, 1929 – BEIC 1846262.djvu/53

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libro quinto ‐ cap. x 47


Raffreddoronsi poi prestamente i movimenti di Massimiliano, in modo che al re rimaneva quasi solo il pensiero delle cose di Napoli. E queste pareva che succedessino insino allora prosperamente, e si sperava per l’avvenire maggiore prosperitá, avendovi il re, subito che giunse in Italia, mandati di nuovo per mare dumila svizzeri e piú di dumila guasconi; i quali uniti col viceré, che giá aveva, eccetto Manfredonia e Santo Angelo, occupato tutto il Capitanato, si accamporono a Canosa, guardata da Pietro Navarra con seicento fanti spagnuoli: il quale, poiché per molti dí si fu difeso egregiamente, commettendogli Consalvo, perché non si perdessino quegli fanti, che non aspettasse gli ultimi pericoli, arrendé la terra a’ franzesi, salve le robe e le persone. Donde, non si tenendo piú né in Puglia né in Calavria né nel Capitanato terra alcuna per gli spagnuoli eccetto le sopradette, e Barletta, Dati, Andria, Galipoli, Taranto, Cosenza, Ghiarace, Seminara e poche altre vicine al mare, e trovandosi molto inferiori di gente, Consalvo si ridusse con l’esercito in Barletta, senza danari, con poca vettovaglia e carestia di munizioni; benché a questo fu alquanto sollevato per tacito consenso del senato viniziano, il quale non proibí che in Vinegia facesse comperare molti salnitri: di che querelandosi il re di Francia, rispondevano essere stato fatto senza saputa loro da mercatanti privati, e che in Vinegia, cittá libera, non era stato mai vietato ad alcuno che non esercitasse le sue negoziazioni e i suoi commerci.

Presa Canosa, i capitani franzesi, allegando che per molte cagioni, massime per carestia di acqua, non si poteva fermarsi con tutto l’esercito intorno a Barletta (benché, come molti affermano, contro al consiglio e i protesti di Obigní) deliberorno che le genti, le quali era fama che fussino mille dugento lancie e diecimila fanti tra italiani e oltramontani, rimanendone una parte ad assedio largo intorno a Barletta, l’altre attendessino alla recuperazione del resto del reame: cosa che, come molti hanno creduto, aggiunta alla negligenza de’ franzesi, dette alle cose loro grandissimo nocumento. Dopo la quale deliberazione il viceré si insignorí di tutta la Puglia, eccetto