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48 storia d'italia

Taranto Otranto e Galipoli; benché scorrendo insino in sulle porte di Taranto fu morto di uno colpo di artiglieria monsignore della Banda, capitano di quaranta lancie. Dopo il quale successo ritornò all’assedio di Barletta. E nel tempo medesimo Obigní, entrato in Calavria con l’altra parte dell’esercito, prese e saccheggiò la cittá di Cosenza, rimanendo la rocca in potere degli spagnuoli; e dipoi, essendosi uniti tutti gli spagnuoli di quella provincia con altre genti venute di Sicilia, venuto con loro alle mani gli ruppe. Queste prosperitá, o sopravenute tutte o giá nel corso di succedere mentre che il re era in Italia, non solo lo feceno negligente a continuare le debite provisioni, nelle quali continuando sollecitamente arebbe facilmente cacciato gli inimici di tutto il regno, ma gli rimossono ogni dubitazione di ritornarsene in Francia; tanto piú che giá sperava d’ottenere, come poco dipoi ottenne, tregua lunga dal re de’ romani.

Ma nella partita sua di Italia cominciò, con somma ammirazione universale, a venire a luce quel che aveva trattato col duca Valentino; il quale, ammessagli la giustificazione delle cose di Arezzo, non solo avea ricevuto in grazia ma, ricevuta promissione e fede dal pontefice e da lui di aiutarlo, quando gli fusse di bisogno, nella guerra del regno di Napoli, gli aveva all’incontro promesso di concedergli trecento lancie per aiutarlo ad acquistare, in nome della Chiesa, Bologna e opprimere Giampaolo Baglioni e Vitellozzo: movendolo a favorire cosí immoderatamente la grandezza del pontefice o perché imprudentemente si persuadesse averselo a fare con tanti benefici sinceramente amico, e, stante questa congiunzione, niuno dovere ardire di tentare contro a lui in Italia cose nuove, o perché non tanto confidasse della sua amicizia quanto temesse della inimicizia. E si aggiugneva che contro a Giampaolo, Vitellozzo e gli Orsini aveva sdegno particolare, perché tutti aveano disprezzato i comandamenti suoi di levarsi dalle offese de’ fiorentini; e Vitellozzo specialmente avea recusato l’artiglierie occupate in Arezzo, e oltre a questo, avendogli dimandato salvocondotto per andare sicuramente a lui e ottenutolo,