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238 storia d'italia

quattromila svizzeri mandati da Ottaviano Sforza vescovo di Lodi, governatore di Milano, per acquistarla in nome di Massimiliano Sforza futuro duca, Benedetto Cribrario, corrotto con doni e con la promessa di essere creato gentiluomo di Vinegia, la dette a’ viniziani; consentendo monsignore di Duraso preposto alla guardia della rocca, perché non confidava la sua salute alla fede de’ svizzeri.

Andò dipoi il vescovo Gurgense a Roma: l’animo del quale desiderando il pontefice estremamente di conciliarsi, sforzando la sua natura, lo fece per tutto il dominio ecclesiastico ricevere con ogni specie d’onore; fatte, per tutto il cammino, a lui e a tutti coloro che lo seguitavano, lautissime spese. Ricevevanlo per tutto le terre con eccessivi anzi inusitati onori, piene le strade di quegli che gli andavano incontro, visitato in molti luoghi da nuove imbascerie di prelati e persone onorate mandate dal pontefice; e arebbe voluto che il collegio de’ cardinali fusse andato a riceverlo alla porta di Roma. Ma recusando il collegio, come cosa non solo nuova ma piena di somma indignitá, andorono insino in su’ Prati, un mezzo miglio fuora della porta, a riceverlo in nome del pontefice il cardinale agenense e quello di Strigonia; da’ quali, andando in mezzo come luogotenente di Cesare, fu menato insino alla chiesa di Santa Maria del popolo. Dalla quale, poi che da lui furno partiti i due cardinali, accompagnato da moltitudine innumerabile, si presentò al pontefice, che nella sedia pontificale in abito solenne l’aspettava nel concistorio publico: nel quale aveva, pochi dí innanzi, ricevuti molto onoratamente dodici imbasciadori de’ svizzeri, mandati da tutti i cantoni a dargli publicamente l’ubbidienza e a offerire che quella nazione voleva in perpetuo difendere lo stato della Chiesa, e a ringraziarlo che a quella avesse con tanto onore donato la spada il cappello l’elmetto e la bandiera, e il titolo di difensori della libertá ecclesiastica.

Alla venuta di Gurgense si cominciò a trattare lo stabilimento delle cose comuni; di che il fondamento consisteva in rimuovere le differenze e contese particolari, acciò che Italia