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parte e dell’altra, non vollono mai gli ecclesiastici, conoscendosi inferiori, uscire con tutte le forze fuora.

Perduta questa speranza, deliberò di mettere a esecuzione quel che molti, e principalmente i Bentivogli, con varie offerte lo stimolavano; che e’ non fusse da consumare inutilmente il tempo intorno a cose delle quali era molto maggiore la difficoltá che l’utilitá, ma da assaltare all’improviso la sedia della guerra, il capo principale dal quale procedevano tante molestie e pericoli: essere di questo molto opportuna occasione, perché in Bologna erano pochi soldati forestieri, nel popolo molti fautori de’ Bentivogli, la maggiore parte degli altri inclinata piú presto ad aspettare l’esito delle cose che a pigliare l’armi per sottoporsi a pericoli o contrarre inimicizie nuove; se ora non si tentasse, passare la presente occasione, perché sopravenendo le genti che aspettavano, o de’ viniziani o degli spagnuoli, non si potere sperare, quando bene vi si andasse con potentissimo esercito, quel che ora con forze molto minori era facilissimo a ottenere. Raccolto adunque insieme tutto l’esercito, e seguitandol’i Bentivogli con alcuni cavalli e con mille fanti pagati da loro, preso il cammino tra ’l monte e la strada maestra, assaltò Spilimberto castello de’ conti Rangoni, nel quale erano quattrocento fanti mandati dal pontefice, ma poi che ebbe battuto alquanto l’ottenne il dí medesimo a patti; e arrendutosegli il dí seguente Castelfranco, alloggiò a Crespolano castello distante dieci miglia da Bologna, con intenzione di appresentarsi il prossimo dí alle porte di quella cittá: nella quale, divulgata la sua venuta e che erano con esso i Bentivogli, ogni cosa si era piena di confusione e di tumulto, grandissima sollevazione nella nobiltá e nel popolo, temendo una parte desiderando l’altra la ritornata de’ Bentivogli; altri stando sospesi, o incerti dell’animo o veramente mossi cosí leggiermente o dal desiderio [o] dal timore che oziosamente fussino per risguardare il processo di questa cosa.

Ma maggiore confusione e molto maggiore terrore occupava gli animi de’ prelati e de’ cortigiani, avvezzi non a’ pe-