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46 storia d'italia

anticamente Misia) per andare di quivi in Tracia e accostarsi a Costantinopoli sedia dello imperio degli ottomanni; che il re di Francia, con tutte le forze del regno suo, de’ viniziani e degli altri d’Italia, accompagnato dal peditato de’ svizzeri, passasse dal porto di Brindisi in Albania, passaggio facile e brevissimo, per assaltare la Grecia piena di abitatori cristiani, e per questo e per la acerbitá dello imperio de’ turchi dispostissima a ribellarsi; che i re di Spagna di Portogallo e d’Inghilterra, congiunte l’armate loro a Cartagenia e ne’ porti vicini, si dirizzassino con dugento navi piene di fanti spagnuoli e d’altri soldati allo stretto di Galipoli, per assaltare, espugnati che fussino i Dardanuli (altrimenti le castella poste in su la bocca dello stretto), Gostantinopoli: al quale cammino navigasse medesimamente il pontefice, movendosi da Ancona, con cento navi rostrate. Co’ quali apparati essendo coperta la terra e il mare, e assaltato da tante parti lo stato de’ turchi, i quali fanno principalmente il fondamento di difendersi alla campagna, pareva, aggiunto massimamente l’aiutorio divino, potersi sperare di guerra tanto pietosa felicissimo fine. Queste cose per trattare, o almanco per non potere essere imputato di mancare allo officio pontificale, Lione, tentati prima gli animi de’ príncipi, publicò in concistorio tregue universali per cinque anni tra tutti i potentati cristiani, sotto pena di gravissime censure a chi contravenisse; e perché fussino accettate, e trattate le cose appartenenti a tanta impresa, le quali anche consultava continuamente con gli oratori de’ príncipi, destinò legati il cardinale di Santo Sisto a Cesare, quello di Santa Maria in Portico al re di Francia, il cardinale Egidio al re di Spagna e Lorenzo cardinale Campeggio al re d’Inghilterra; cardinali tutti di autoritá, o per esperienza di faccende o per opinione di dottrina o per essere intrinsechi al pontefice. Le quali cose benché cominciate con grande espettazione, e ancora che la tregua universale fusse stata accettata da tutti, e che tutti contro a’ turchi, con ostentazione e magnificenza di parole, si dimostrassino, se gli altri concorrevano, di essere pronti con tutte le forze loro a causa tanto giusta, nondimeno, essendo