Pagina:Guicciardini, Francesco – Storia d'Italia, Vol. V, 1929 – BEIC 1848561.djvu/339

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nota 333

alle quali il Guicciardini ha attinto. A tal proposito, giá Pasquale Villari nel suo Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, rispondendo al Ranke il quale riguardo alla Storia del Guicciardini aveva scritto che l’autore per i fatti di cui non era stato parte o testimonio oculare aveva copiato largamente e senza citazioni da altri, e per quelli di cui era stato parte o testimonio li aveva narrati con negligenza, continuando a copiare da altri, e spesso alterandoli per maggiormente onorare se stesso, Pasquale Villari, ricordiamo, rispondeva come nell’archivio Guicciardini oltre le copie corrette e ricorrette della Storia esistessero «quattro volumi di Memorie storiche» per cui poteva vedersi che «il fondamento principale della narrazione, cosí pel Guicciardini, come pel Machiavelli e per molti altri degli storici fiorentini piú autorevoli di quel tempo, quando narravano fatti contemporanei, erano le lettere degli ambasciatori e dei commissari alla Signoria ed ai Dieci»1. Diffuse notizie ci dá di questi spogli di lettere, di altri documenti e di opere, il Gherardi nel «Principio di Proemio, e Note (anzi Notizie e tracce per Note) al medesimo» alla p. xlv del vol. I della citata edizione.

Questi spogli sono in dodici quaderni di gran formato contenenti estratti, ora scritti direttamente dal Guicciardini, ora fatti scrivere e probabilmente da lui dettati, dei principali carteggi degli oratori fiorentini dal 1492 al 1530: estratti o da lettere sciolte originali o da minutari o registri di oratori di Milano, di Francia, di Napoli, di Roma, di Spagna, di Germania, di Venezia, di Pisa, di Faenza, di Ferrara, di Perugia, di Bologna, d’Arezzo, ecc. I primi sette libri riguardano gli anni dal 1492 al 1499; i primi 4 e parte del 5° comprendono una prima redazione degli estratti; il resto del 5° ed il 6° una seconda; il 7° una terza, poiché il Guicciardini è andato man mano sempre piú coordinando e fondendo il materiale raccolto. Il quaderno settimo contiene, però, anche altre notizie dal 1495 al 1499, tratte alcune ex Archivio e altre ex Marcello; le prime provenienti cioè dai registri o copialettere dei «Dieci di balia»; le seconde, è da ritenersi, da scrittura, poi smarrita, di messer Marcello di messer Virgilio Adriani, dal 1496 capo della prima cancelleria dei signori. Gli altri cinque quaderni contengono estratti, per gli anni dal 1505 in poi, di

  1. P. Villari, Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. III, Nota al cap. XIV.