Pagina:Guido Carocci I dintorni di Firenze 01.djvu/236

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194 I DINTORNI DI FIRENZE.

nero lungamente. In tempi più moderni fu del celebre incisore Raffaello Morghen poi dei Conti Zauli-Naldi.

Nelle fabbriche annesse venne incorporata un’antica villa che fu degli Zaffiri e poi per lunghissimo tempo dei Tortoli.

La Lastra. - Villa Porritt. — Fu qui in antico la casa d’abitaziono di quella famiglia Della Lastra alla quale apparteneva quel Maso di Bartolino di Drudolo fondatore del monastero di S. Bartolommeo alla Lastra. Più tardi essa fu casa da signore della potente famiglia Baldovinetti che la possedette fino all’anno 1657 in cui Niccolò di Piero la vendette a Bartolommeo Rigogli appartenente ad una famiglia originaria di questi luoghi I Rigogli ne erano padroni anche ai primi del secolo scorso.

La Ruota. — Chiamasi con questo nome un gruppo di case che costituisce la parte superiore del borgo della Lastra. Il nome della località è antichissimo; ma non è facile determinarne l’etimologia, per quanto taluno supponga che possa avere avuto origine dall’esistenza nello spedaletto che quivi esisteva, di una di quelle ruote dove si suolevano lasciare i fanciulli esposti.

Spedaluzzo della Ruota. - Casa Gattai e Villa Turri. — In origine tanto la casa che il vicino oratorio, oggi soppresso, dovevano costituire un solo edifizio ad uso di spedaletto per i pellegrini.

Lo Spedaluzzo era intitolato di S. Girolamo e Niccolò alla Ruota ed era uno di quei tanti piccoli ospìzj destinati ad accogliere i pellegrini. In una recognizione fatta dai Capitani del Bigallo a tempo di Cosimo I dei Medici è detto a proposito di questo luogo che esso era tenuto da un Marco di Ridolfo di Riccardo, che possedeva una casa a Firenze in Borgo la Noce e un campo e delle vigne presso allo Spedale e che aveva l’obbligo di tenere due letti e il lume e di ricettare i poveri. Anche questo spedaluzzo fu soppresso con tanti altri e incorporato colle sue rendite fra i beni del Bigallo.

Dell’oratorio e del luogo dove si esercitava l’ospitalità si veggono tuttora le traccie in una casetta costruita tutta di pietre di filaretto e di carattere medioevale.