Pagina:Historia della Sacra Real Maestà di Christina Alessandra Regina di Svetia.pdf/42

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4 Historia della Regina di Suetia.


Fù severissimo nel punire gl’eccessi della Soldatesca, & accuratissimo a proveder la sicurezza de Popoli.

Egli come vero Soldato, per dar inditio della grandezza dell’animo suo, non si pose mai ad impresa, che non portasse pericolo. Chi lo esortava ad haver cura della sua vita, l’offendeva. Gli pareva disdicevole che un Prencipe bellicoso, pensasse alla morte. Stimava esser consigli partoriti dal timore, le fantasie del guardarsi. Chiamava felice chi moriva nel suo mestiere. La Morte venturiera assoldarsi presso à chi più la teme. Eran gli di lui fini grandi; ma doppo la vittoria di Lipsia maggiori, aspirando più oltre dell’Imperio della Germania.

Sin la Forza Ottomanna cominciava à far riflesso sopra la fortuna, e valore di questo Rè. Soleva dire, che si maravigliava, come à gli Antichi fosse riuscito [Il Turco era ingelosico della di lui fortuna.]facile il perfettionar tante imprese, e che ne secoli presenti con tanto stento si operasse. A chi gli rappresentava, proceder ciò dall’uso diverso del guerreggiare, e dall’essere hora più difficili le espugnationi delle Città, e delle fortezze, rispondeva, non stimar la differenza delle armi, ne de tempi; mà ben sì quella del [Sui detti rimarcabili.]cuore. Esser lo stesso il Mondo, haver havuto ogni secolo le sue mine, e contromine, le proprie offese, e difese, e potersi far le imprese d’Alessandro, ottenere le vittorie d’Annibale, & uguagliare i progressi di Cesare, se si trovasse un animo d’Alessandro, una peritia di Annibale, un ardir di Cesare.