Pagina:Historia della Sacra Real Maestà di Christina Alessandra Regina di Svetia.pdf/86

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in Anversa a complire con Sua Maestà di presenza, come haveva prima fatto con lettere. Fu ricevuto dalla Regina a piedi della scala, lo condusse alle sue stanze, lo fece sedere dirimpetto a sé in una sedie eguale, lo trattò sempre col titolo di Altezza, e lo accompagnò pur sin al fondo delle medesime scale, con reciproca sodisfattione, parlando sempre in lingua Italiana. L’Arciduca stette un giorno in Anversa, e l’altro ritornossene a Brusselles. Terminata la Campagna, anche il Principe di Condé s’incaminò per riverirla. Egli come primo Principe del sangue Reale di Francia pretendeva d’esser ricevuto, e trattato dalla Regina con le forme, e prerogative pratticate da lei con l’Arciduca. Però spinse avanti il Presidente Viola uno de principali Frondori del Parlamento di Parigi, e de più costanti seguaci del suo partito, acciò visitasse Sua Maestà, e procurasse di scoprire l’intenzione di lei circa il suo ricevimento. Egli riportò che Sua Maestà lo havrebbe trattato nella forma dovuta a Principi della sua qualità. Non si contentò il Viola di queste parole generali, ma volse penetrare più avanti, insistendo di pretendere gli stessi honori fatti all’Arciduca. Onde Sua Maestà offesasi forse della difidenza, che mostrava verso gli avvedimenti della sua generosa discretezza, prese risolutione di contenersi su i rigori senza usar con quel Principe gli atti di quell’humanità de quali sarebbe stata liberale, come poi se ne dichiarò, se il detto Principe non havesse voluto pretenderli per obligo. Non po-