Pagina:Hymnus in Romam.djvu/116

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NOTE


Pag. 6 - Urna cineraria in forma di capanna: da una tomba del sepolcreto primitivo scoperto nel Foro Romano (sec. IX-VIII av. Cr.).


Pag. 9 - Bifolco che reca sulle spalle un aratro e spinge avanti due bovi: dalle rappresentazioni della situla di bronzo scoperta in una tomba etrusca alla Certosa di Bologna (sec. V av. Cr.) e conservata nel Museo Civico.


Pag. 9 - Asse trientale romano colla prora di nave.


Pag. 11 - Aquila, attribuita a Michelangelo, scolpita in una finestra del palazzo pubblico di Bologna.


Pag. 12 - Corso del Tevere, a Ostia.


Pag. 13 - Foce del Tevere.


Pag. 14 - La dea Roma: pittura murale dell’età d’Adriano che si conserva nel palazzo Barberini a Roma. Tiene lo scettro con la sinistra poggiata al globo e nella destra la Vittoria, significando il suo vittorioso imperio sul mondo. Due altre piccole Vittorie poggiano sulle sue spalle.


Pag. 15 - Ascia sepolcrale romana. Da uno studio (Mura urbane in Nuova Antologia, 16 aprile 1911, pag. 21) dell’esimio Giacomo Boni. Alla cui ispirazione sono dovuti i versi sull’ascia. Ecco alcune parole di lui, bastevoli a chiarire il suo ammirabile concetto. — La scure, emblema e strumento di giustizia, abbatteva gli alberi; l’ascia squadrava le pietre ed i legnami già recisi. L’uso di tali strumenti richiedeva una purificazione... Ci appar naturale l’espiazione dell’ascia nel votare alla Terra le pietre ed i metalli adoperati dall’uomo... Vibra la voce di nostra

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