Pagina:I Nibelunghi, Hoepli, 1889, II.djvu/31

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390 I Nibelunghi

     Ella cortese disse allor: Lasciate
570Fino a diman per tempo esto sermone.
Voi qui verrete allor, ch’io la risposta
Vi darò pel desìo che avete in core.
     I cavalieri, accorti e buoni, allora
Il consiglio seguir. Quand’elli tutti
575Si fûr renduti ai loro alberghi, quella
Inclita donna per Gislhèr mandava,
Anche per la sua madre, e ad ambedue
Questo affermò che le addiceasi ’l pianto
E null’altro di più. Ma Giselhero,
580Fratello suo, le disse: A me si dice,
Sorella mia, e ciò vogl’io pur credere,
Che ogni tua angoscia toglierà, se il prendi
A sposo tuo, re Ètzel. Se diverso
Consiglio altri ti dà, che il mio tu segua,
585Sembrami fatto bellamente. — Ancora
Gislhero aggiunse: Egli potrà di tutto
Compensarti. E dall’Elba in fino al mare
E dal Rodano al Reno, alcun monarca
Sì possente non è. Deh! che potrai
590Veramente gioir, s’ei ti fa sposa!