Pagina:I passaggi delle Alpi e la ferrovia del Brennero.djvu/8

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degli Dei limitrofi, andavano al Nord. I Celti ed i Germani entrarono in Italia a differenti epoche per il Brennero, e tuttavia è celebre il passaggio di Radagasto nel 406 alla testa di orde Sveve, Vandale e Borgognone con immenso treno di cariaggi e salmerie, alle quali si attribuisce la fondazione delle colonie tedesche tuttavia rimaste lungo il versante italiano.

Il commercio veneto che nel medio evo era il principale del continente, servivasi a preferenza di questa via pel transito delle merci e dei coloniali che tirava dall’Oriente onde fornirne il cuor della Germania, e l’importanza di questo passo reso a poco a poco più comodo e transitabile ai carri dopo la costruzione lungo il torrente del tratto tra Bolzano e Klausen rinomato per la sua orridezza e detto dal suo costruttore strada del Kunsterwegg (giacchè la via romana seguiva con molto incomodo di giravolte e di contropendenze l’altipiano superiore dei monti) si accrebbe coll’accrescersi del commercio, finchè coll’aprirsi delle nuove strade più comodamente praticabili del Gottardo, della Spluga, del Finstermintz e della Pontebba, non venne limitato ad un troppo piccolo raggio d’azione.

Ma a questo varco sarà per ridonarsi la sua primiera importanza moltiplicata di tutto l’aumento che subirono le transazioni commerciali in quest’ultimo mezzo secolo, colla costruzione della progettata ferrovia a locomotive che sarà la prima e per qualche anno l’unica a cavalcare il dorso delle alpi ed a congiungere il bacino del Mediterraneo a quello del Danubio e del Reno. Già un tronco di questa gran linea venne costrutto da Verona a Bolzano lungo la val d’Adige per la lunghezza di 144 chilometri e sta per essere posta in azione, ed un altro tronco da Innsbruck al confine bavarese presso Kufstein lungo la valle dell’Inn, per la lunghezza di circa 80 chilometri venne in questi ultimi mesi terminato ed attivato. Ad unire questi due estremi della gran catena, ormai non resta che il passaggio del Bren-